Emergenza siccità: alcuni comuni razionano l’acqua, altri utilizzano autobotti. Ecco dove

La siccità comincia a far sentire i suoi effetti sulla vita delle persone: alcuni comuni hanno iniziato un razionamento dell’acqua, altri stanno risolvendo con le autobotti, con sospensioni idriche all’agricoltura o prelevando acqua da riserve straordinarie. Il Po è l’emblema di questa crisi: il fiume si trova a livelli di riduzione della portata come non si vedeva da 70 anni a questa parte, fatto che ha favorito anche la risalita dell’acqua salata del Mare Adriatico per oltre 15 Km dal delta. E le previsioni non sono buone. Today ha visionato l’elenco dei comuni interessati per fare il punto della situazione sul territorio.

La siccità in Lombardia: i comuni a rischio razionamento d’acqua
In 25 comuni della provincia di Bergamo non sono ancora iniziati i razionamenti, ma la società che gestisce la rete idrica, Uniacque, ha chiesto ai residenti di non utilizzare l’acqua per gli usi non essenziali come, ad esempio, irrigazione di giardini privati e pubblici, lavaggio dei piazzali e automobili, riempimento di piscine. Si tratta dello step precedente al razionamento. L’elenco dei comuni interessati: Algua, Almenno San Bartolomeo, Almenno San Salvatore, Bedulita, Berbenno, Bracca, Brumano, Capizzone, Corna Imagna, Costa Valle Imagna, Cornalba, Costa Di Serina, Zogno, Serina, Oltre Il Colle, San Pellegrino, , Fuipiano Valle Imagna, Sant’Omobono Terme, Strozza, Roncola, Palazzago, Pontida, Caprino Bergamasco, Cisano Bergamasco, Torre De Busi.

La siccità in Piemonte: centinaia di comuni a rischio razionamento
Secondo quanto raccolto da Today tramite Utilitalia (la federazione che riunisce le aziende che operano in settori pubblici come quello dell’acqua), l’azienda che gestisce l’acqua di quasi 300 comuni del Piemonte, la Smat, ha richiesto il razionamento notturno a circa ottanta comuni della provincia di Torino e a una ventina tra le province di Alessandria e Vercelli. L’elenco dei comuni a rischio razionamento in provincia di Torino: Agliè, Alpette, Andrate, Angrogna, Bairo, Baldissero Canavese, Barbania, Bollengo, Borgomasino, Bricherasio, Cafasse, Canischio, Cantalupa, Carema, Caselle, Castellamonte, Cesana Torinese, Chiesanuova, Coassolo, Colleretto Castelnuovo, Colleretto Giacosa, Corio, Cuceglio, Cumiana, Favria, Feletto, Fiano, Fiorano, Forno Canavese, Front, Givoletto, Inverso Pinasca, Issiglio, La Cassa, Lemie, Locana, Loranzè, Lusigliè, Noasca, Nomaglio, Oglianico, Ozegna, Parella, Pertusio, Pianezza, Pinasca, Pinerolo, Pomaretto, Prascorsano, Pratiglione, Quagliuzzo, Quassolo, Rivara, Rivarolo Canavese, Rocca, Rorà, Rueglio, Salassa, San Carlo, San Francesco, San Germano Chisone, San Gillio, San Martino Canavese, San Maurizio, San Ponso, San Secondo di Pinerolo, Scarmagno, Sestriere, Settimo Vittone, Tavagnasco, Torre Canavese, Torre Pellice, Usseaux, Val della Torre, Val di Chy, Valperga, Vialfrè, Vidracco, Villar Pellice, Vistrorio.

In diversi comuni sono già attive le autobotti comunali perché le riserve scarseggiano, e alcuni sistemi di irrigazione sono stati razionati per i campi. Per questo domani è stato programmato un tavolo tecnico tra i comuni interessati e la regione Piemonte in cui verrà analizzata la situazione. Al momento, grazie ai rifornimenti si è raggiunta una situazione di normalità nei Comuni di Mollia, Coggiola, Fobello e Varallo mentre vengono segnalate alcune criticità a Cravagliana, Valdilana (zona ex Trivero) e Quarona. Le autobotti portano acqua invece nel Torinese a Caprie, Caluso, Rubiana, Rocca Canavese, Strambino, Romano Canavese, Mercenasco, Vico Canavese-Valchiusa, Condove, Casalborgone e Angrogna. In provincia di Cuneo al momento si segnalano solo due interventi tramite autobotti, ad Ormea e Demonte. Le falde si stanno abbassando anche nel Novarese, in particolare nei comuni di Invorio, Colazza, Borgomanero, Fontaneto d’Agogna e Cressa.

Martedì prossimo invece ci sarà una nuova riunione dell’Autorità di bacino distrettuale del Po, in cui potrebbero essere avanzate nuove richieste. La Regione potrebbe anche chiedere lo Stato di calamità naturale.

La situazione della siccità in Emilia-Romagna
Un’altra parte d’Italia al momento colpita dalla siccità è l’Emilia-Romagna, in provincia di Ferrara e in Romagna (anche se in misura minore). Nel ferrarese si è chiesto di prelevare meno acqua possibile, in un bacino che riguarda circa 250mila persone. Un altro bacino di circa 300mila abitanti è sotto monitoraggio, ma al momento resiste per le buone scorte della diga di Ridracoli immagazzinate in autunno. Il razionamento investe i campi agricoli, proprio durante il periodo di maggior bisogno. E le previsioni, in generale, non sembrano favorevoli.
di Cesare Treccarichi – Today

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