Sanità al collasso, personale in fuga e servizi affidati a cooperative

A pochi mesi dalla fine dell’emergenza, il sistema sanitario italiano si trova già a corto di risorse. I due miliardi aggiuntivi stanziati per quest’anno dalla legge di bilancio, infatti, sono insufficienti a far fronte alle esigenze degli ospedali e dei servizi locali, si legge su Il Fatto Quotidiano. L’allarme lanciato in Emilia Romagna dalla Fp Cgil, sigla sindacale di categoria dei dipendenti pubblici, è preoccupante: mancano medici e infermieri e non ci sono i soldi per pagare gli straordinari e i premi di produttività.

«C’è un problema di sottofinanziamento complessivo dal quale ne conseguono altri due: la carenza di personale e la scarsità dei fondi per la contrattazione integrativa», sottolinea il segretario regionale della Fp Cgil con delega alla sanità, Marco Blanzieri

La situazione, fa sapere Il Fatto, è comune a tutte le province ma riguarda in particolare Parma, dove la Fp Cgil ha dichiarato il 28 maggio lo stato di agitazione nell’Azienda ospedaliera e nell’Azienda dell’Unità sanitaria locale (Ausl).  «Lo manterremo finché non si trova una soluzione», è il commento della segretaria del sindacato in città, Rosalba Calandra Checco, che aggiunge «con le risorse che abbiamo arriviamo a luglio. Per i medici, invece, al momento in cassa non c’è niente».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.