La Repubblica di Donetsk ha un nuovo premier: è il russo Vitali Khotsenko

C’è un nuovo presidente a capo della Repubblica popolare e autonoma di Donetsk vale a dire Vitali Khotsenko: il particolare è che è russo. Il giovane ucraino di Dnipro formatosi nell’Università statale di Mosca (la Limonosov) è stato da subito catturato da Vladimir Putin, si legge sul Giornale d’Italia, che nelle due riconosciute repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk vuole fare in fretta. Khotsenko in passato ha ricoperto un ruolo importante al Ministero dell’industria e del commercio della Federazione Russa. Un cambio di guardia apparentemente senza dolore dato che al primo ministro uscente, e dimissionario, Alexander Ananchenko, è stata offerto la presidenza della Donetsk Technologies State Corporation.

Vitali Khotsenko nuovo premier della Repubblica popolare di Donetsk

Khotsenko ha il compito di costituire il nuovo governo sotto il capo di stato Pushilin. Il giovane nato nel 1986 a Dnipro ha una laurea in sociologia all’Università statale di Mosca. Si è poi specializzato a Singapore in economia. Quindi in legge e pubblica amministrazione. È stato anche per un breve periodo un militare, nei panni di lungotenente. Nel dicembre 2013 è stato nominato Ministro dell’energia, dell’industria e delle Comunicazioni del territorio di Stavropol. Come ha riferito un “autorevole membro” del governo di Putin al quotidiano Izvestjia, per Mosca la Crimea e le due regioni del Donbass sono una questione chiusa. Dal Cremlino sentono vicina la vittoria e così non si perde tempo scegliendo da subito i futuri capi della regione. Il processo di annessione viene messo in moto adesso per esser completato a settembre con un referendum (controllato dal Cremlino).

Denis Pushilin è il regista di questo cambio, quest’ultimo dal 2018 presidente e capo delle forze armate della Repubblica popolare di Donetsk (Rpd). Figlio di operai metallurgici, Pushilin progetta l’annessione a Mosca di tutta l’Ucraina orientale dal 2014. In quell’anno ideò una potenziale federazione tra le sei regioni alla destra del Fiume Dnipro: ma l’ipotesi venne accantonata per l’esplosione della guerra in Donbass.

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