«Fallimento e discriminazioni»: Amnesty durissima contro la gestione dell’emergenza epidemica

Di Diego Fusaro – Il Giornale d’Italia – Amnesty ha sviluppato un nuovo report nel quale sottolinea come questi due anni di emergenza epidemica abbiano rappresentato, soprattutto nel caso italiano anche se non sono in esso, un “fallimento pieno di discriminazioni”. Richiamo l’attenzione rapidamente sui due termini utilizzati da Amnesty: un fallimento, anzitutto. Proprio così, la gestione dell’emergenza, soprattutto in Italia, si presenta come un colossale fallimento, come emerge dal fatto che i lockdown e i coprifuoco, per menzionare solo due delle più demenziali misure adottate, non hanno sconfitto il virus ma hanno devastato l’economia, la società e dulcis in fundo la vita dei cittadini mutati all’improvviso in sudditi i cui diritti potevano essere compressi a piacimento, a patto che quella compressione venisse giustificata come volta a raffreddare la curva epidemica. Analizzo ora celermente l’altro lemma, discriminazioni: il riferimento naturalmente è in questo caso precipuamente alla infame tessera verde, che la neolingua smart dei mercati ha scelto pudicamente di appellare green pass. Infatti è chiaro come il sole che su detta misura abbia fatto valere una oscena forma di discriminazione, in grazia della quale i non tesserati si trovavano improvvisamente declassati al rango di cittadini di seconda classe, privati dei più elementari diritti, tra cui il lavoro, oltre che di fatto dell’accesso alla vita pubblica. La vera domanda da porre a questo punto è duplice e così suona: chi ci restituirà ciò che c’è stato tolto in questi due anni? Chi pagherà per queste scelte scellerate all’insegna del fallimento e delle discriminazioni?

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