Referendum giustizia: il mainstream tace e Speranza ci fa votare con la “museruola”

«Senza alcuna motivazione sanitaria, rifacendosi al parere del Cts di due anni fa, il ministro impone l’obbligo di recarsi ai seggi solo a volto coperto. Un modo subdolo di scoraggiare gli elettori, già poco informati dai media sui quesiti, e far così fallire la consultazione», inizia così l’editoriale odierno di Maurizio Belpietro su La Verità.

«Tralascio il confronto con le discoteche, dove non è richiesto alcun bavaglio, e perfino quello con i treni a bassa percorrenza, le une e gli altri regolarmente affollati senza che sia richiesta la mascherina. Ma anche non entrando nel merito delle molte incongruenze delle misure prese da Speranza, resta il fatto che l’obbligo di presentarsi con naso e bocca coperti non può essere dettato da esigenze mediche a scopo preventivo, bensì da più ciniche necessità politiche per scoraggiare ancora di più la partecipazione degli italiani all’appuntamento referendario».

«La stragrande maggioranza degli elettori neppure sa che domenica si vota per l’abrogazione di alcune norme che riguardano l’amministrazione della Giustizia. Concentrati fino all’altro ieri sul Covid e da ieri sulla guerra, la maggior parte dei tg e della stampa si è semplicemente «dimenticata» dei quesiti proposti dalla Lega e dai radicali. Così, con un conflitto alle porte dell’Europa, alcune questioni che riguardano da vicino i cittadini, come per esempio la carcerazione preventiva o il giudizio sui giudici (mi si perdoni il gioco di parole), sono passate in secondo piano».

«Già la Corte costituzionale – scrive ancora Belpietro – aveva provveduto a togliere dal mazzo la questione della responsabilità civile, stabilendo che non sempre chi rompe paga. Mentre qualsiasi persona che commetta uno sbaglio deve provvedere a risarcire il danneggiato, le toghe non devono rispondere di tasca loro per gli errori giudiziari commessi. E dire che di innocenti in galera ne finiscono tanti, al punto che siamo uno dei Paesi europei con il maggior numero di risarcimenti per ingiusta detenzione. Ovviamente, indennizzi a carico della collettività, cioè dei contribuenti, e non di chi se n’è reso responsabile».

«A disincentivare gli italiani a recarsi ai seggi, oltre alla scarsa informazione, ha contribuito anche Luciana Liizzetto, che dallo studio di Che tempo che fa ha invitato gli elettori ad andare al mare. E ora ci si è messo pure Speranza, imponendo la mascherina. Fosse ancora vivo Marco Pannella, probabilmente si recherebbe direttamente alle urne con un vero bavaglio, contestando il ministro. Ma forse siamo ancora in tempo, anche senza di lui, a salvare i referendum dalla censura».
«In fondo, basta un voto» afferma Belpietro, e noi ne condividiamo il pensiero. Sarà inutile votare? Dipende da noi. In ogni caso è un nostro diritto. In questi due anni ce ne hanno tolti tanti di diritti calpestando la Costituzione, utilizziamo quelli che ci rimangono.

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