Processo Grillo jr: ascoltati audio e visionati i filmati. Ciro teme il carcere

Il processo ai danni di Ciro Grillo e dei suoi tre amici accusati di stupro di gruppo da una ragazza conosciuta in Sardegna nell’estate del 2019, è entrato nel vivo. Ieri al tribunale di Tempio Pausania c’è stata la prima udienza. Il giudice – si legge su Repubblica – ha confermato che saranno riascoltati gli audio e visionati i filmati, prove regine dell’accusa, ma sempre a porte chiuse per tutelare le presunte vittime e gli accusati, tutti poco più che ventenni. Ieri i 4 imputati non c’erano: oltre a Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria. Né le due ragazze, anche se la loro presenza sarà inevitabile in futuro. L’udienza di ieri è stata passaggio formale di un processo lungo, in cui dovranno essere sentiti 56 testimoni, e che ha già lasciato i segni, scrive Affari Italiani.

Se Silvia si è trasferita in Norvegia, perché — dice l’avvocata Giulia Bongiorno — «in Italia non avrebbe potuto vivere», Ciro studia Giurisprudenza. Dicono che tema di finire in carcere: per violenza sessuale si rischiano fino a 12 anni. La marescialla della Compagnia Duomo di Milano – prosegue Repubblica – che il 26 luglio 2019 raccolse la denuncia di Silvia sarà ascoltata nella prossima udienza. Ieri assente perché in licenza, era la testimone chiave attesa dagli avvocati della difesa di Ciro Grillo, figlio del fondatore del M5S, e dei suoi tre amici. Ieri sono stati sentiti gli altri sei colleghi: tre di Milano e altrettanti della Compagnia San Martino di Genova. Quelli che iniziarono per primi le indagini, le intercettazioni, le perquisizioni e i sequestri dei telefonini sui quali erano memorizzati i video e le foto di una notte scivolata tra alcol, sesso di gruppo e immagini oscene.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.