Capua: «Vaiolo delle scimmie e peste suina non sono una sorpresa. Europei viziati»

Siamo ormai abituati a sentire i “pistolotti” della veterinaria Ilaria Capua. Il Sars-Cov-2 l’ha resa popolare per le interviste e le numerose esortazioni alla sperimentazione del farmaco genetico contro il Covid-19.

Arrivò perfino ad affermare che provava una sorta di orgasmo dopo la terza inoculazione: «Sono orgogliosa di aver fatto la terza dose. Ma si sente, eccome», senza mai porsi, come ogni scienziato dovrebbe fare, qualche dubbio sulla sperimentazione. Ignorando, come tutte le virostar sponsor di Big pharma, eventuali cure. Infatti per costoro «Tachipirna e vigile attesa» era l’unica alternativa al «braccio alla Patria», ripetendo “papagallerescamente” le direttive dell’ex assessore all’urbanistica Roberto Speranza.

Ed eccola nuovamente a pontificare: «Il vaiolo delle scimmie come la peste suina non sono una sorpresa. Noi europei siamo viziati», ha affermato ieri, sabato 28 maggio, a In Onda, il programma preserale di LA7. «Siamo viziati. Come per le guerre intorno a noi, non ci siamo accorti del vaiolo della scimmia e ci sorprendiamo. In Nigeria è endemico, ma noi le malattie presenti al di fuori della nostra zona protetta non vogliamo vederle. Poi magari le ridicolizziamo», ha asserito la veterinaria, nonostante sappia che l’Europa è popolata prevalentemente da pecore e non da scimmie, facendo perfino notare che quel tipo di vaiolo «si trasmette attraverso il contatto diretto».

Per la Capua, il futuro è fosco: «Se c’è relazione tra guerra e peste? Si sa che dopo le guerre arrivano le epidemie per mancanza d’igiene». Chissà se la veterinaria spera in qualche altra punturina per poter continuare a godere del beneficio… perché lei «lo sente».

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