“Nato asiatica”: altra provocazione di Biden. Adesso anche la Cina si sente minacciata

Dopo l’Europa orientale, tocca al Pacifico? È il timore che hanno in molti in concomitanza dell’atteso viaggio in Estremo Oriente di Joe Biden. Il presidente degli Stati Uniti è arrivato a Seul, da dove si sposterà poi a Tokyo, con l’obiettivo di rinsaldare le alleanze e dirigere la cerimonia del summit del Quad, una sorta di Nato asiatica che la Cina osserva con timore. Pechino si percepisce accerchiata e minacciata, almeno a parole, così come la Russia diceva di sentirsi osservando l’espansione a est della Nato.

L’obiettivo del viaggio del capo della Casa Bianca è consolidare la leadership degli Stati Uniti in Asia, dove la crescente potenza commerciale e militare cinese sta minando il ‘dominio’ di Washington.  Il timore è tra l’altro che la Corea del Nord decida di testare un missile con capacità nucleare proprio in coincidenza con la presenza del presidente Usa nella regione. Una mossa che potrebbe aprire un nuovo pericolosissimo fronte a Est.

Biden costruisce la Nato asiatica. I rischi in Oriente sono più alti che in Europa
Dopo la tappa sudcoreana, Biden si trasferirà in Giappone domenica. Terrà colloqui con i leader di entrambi i Paesi, oltre a partecipare a un vertice regionale del ‘Quad’ – un gruppo che comprende Australia, India, Giappone e Stati Uniti – mentre si trova a Tokyo.  Le tensioni con la Cina, la minaccia missilistica e nucleare della Corea del Nord e la cooperazione nell’Indo-Pacifico avranno un ruolo di primo piano nella visita in Asia orientale del presidente degli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti vogliono rassicurare gli alleati asiatici dell’impegno “solido come una roccia” in Asia, e che per Washington rimane prioritario contenere la Cina, nonostante i riflettori siano puntati a ovest, sulla guerra in Ucraina. Si parlerà anche di Taiwan, tema sul quale le scintille non smettono di preoccupare gli osservatori internazionali. Da Tokyo, Biden lancerà inoltre il piano economico per l’Indo-Pacifico, visto come una risposta alla crescente influenza economica della Cina nell’area e che prevede la partecipazione anche di Australia e Nuova Zelanda.

La sensazione è che Biden stia cercando di creare un fronte unito anche in Oriente, arruolando anche gli indecisi come la Corea del Sud, per fronteggiare il vero principale rivale del Pentagono, vale a dire la Cina. E se in futuro ci sarà guerra da questa parte del mondo, sarà molto un qualcosa di molto più devastante e pericoloso di quanto stiamo osservando in Ucraina.
Il Giornale d’Italia

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