Adrian Bocquet, volontario francese in Ucraina: «Bucha è una messinscena»

Bucha è una messinscena? Così pare stando alle dichiarazioni del volontario francese in Ucraina, Adrian Bocquet. Quest’ultimo essendo stato sul posto, ha la licenza di dire e raccontare i fatti accaduti. E per Bocquet tutto quello a cui abbiamo assistito in queste settimane non è altro che una finzione e lo racconta lui stesso nel Podcast intitolato: «J’ai vu des crimes abominables commis par Azov». Adrian denuncia i fatti a partire dal minuto 26:00.

Bocquet: «Commessi crimini dall’esercito ucraino di cui nessuno parla»
Bocquet comincia: «Mi assumo totalmente la responsabilità di ciò che dico. In Ucraina, ho assistito a crimini di guerra: Tutti questi crimini sono stati commessi dall’esercito ucraino. Ma in Francia non ne parliamo!» Bocquet è un ex militare francese, autore di un libro. Dopo tre settimane trascorse in Ucraina, ai microfoni di SUD Radio, ha deciso di raccontare la sua esperienza.

«Quando sono tornato in Francia Dall’Ucraina, sono rimasto scioccato: i canali televisivi invitano esperti che non sono stati in Ucraina e non sanno nulla di ciò che sta accadendo lì. Tra quello che sento dallo schermo televisivo e quello che ho visto con i miei occhi, c’è un abisso.» «Ho visto l’esercito ucraino sparare alle ginocchia dei soldati russi catturati e sparare alla testa degli ufficiali», racconta. «Ho visto personalmente i cameramen americani inscenare riprese distorte dai luoghi degli eventi.».

Bocquet: «Bucha è una messinscena»
«Tutti gli edifici civili distrutti presentati dall’Ucraina come bombardamenti su civili, non sono altro che il risultato di sparatorie imprecise degli ucraini su installazioni militari.» «Le forze armate ucraine nascondono munizioni negli edifici residenziali di notte, senza nemmeno informare gli abitanti. Questo si chiama usare le persone come scudo.» Il francese poi si unisce al coro di chi vorrebbe che i fatti di Bucha siano in realtà una finzione della stessa Ucraine e dichiara: «Bucha è una messa in scena. I corpi dei morti sono stati spostati da altri luoghi e deliberatamente posizionati in modo tale da produrre riprese scioccanti».

Il Giornale d’Italia

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