Il Pd vuole Draghi in eterno, anche dopo le elezioni. Meloni: «Soliti giochi di Palazzo sulla pelle dei cittadini»

Il Partito democratico è consapevole di non avere chance di vincere le prossime elezioni politiche. Anche se fosse il primo partito – e oggi i sondaggi lo danno al secondo posto dopo Fratelli d’Italia. – non avrà mai la maggioranza in Parlamento. Così Letta e compagni si sono già attivati per gettare le basi del governo tecnico ad oltranza, scrive Il Tempo.  Magari con Mario Draghi, o un nome a lui vicino, ancora al timone. Giorgio Gori, sindaco dem di Bergamo, lo teorizza in un tweet: «Grazie a Dio oggi c’è Draghi, ma poi? Non possiamo correre il rischio che le forze populiste e filoputiniane portino l’Italia fuori strada. Chi oggi sta con Draghi ha il dovere di costruire un’offerta politica che dia continuità alla sua linea».

Per Gori, le forze populiste e quelle filoputiniane sono rispettivamente i 5 Stelle e la Lega. Basta leggere l’articolo dell’Huffington Post rilanciato dal sindaco di Bergamo. Il titolo dice già tutto: «Grazie a Dio oggi Draghi il “dittatore” se ne frega di Conte e Salvini. Ma dopo?». Il pensiero di Gori non è isolato nel Pd. Il problema è come assicurarsi che dalle prossime elezioni non esca una maggioranza chiara. Così come è accaduto nel 2018. L'”arma” migliore potrebbe essere la riforma della legge elettorale in senso proporzionale. Enrico Letta lo ha detto candidamente pochi giorni fa: «Se in Parlamento ci saranno una maggioranza e le condizioni per cambiarla, io sono solo felice». Su questo terreno la linea del Pd coincide con quella del M5s. Conte ha assicurato che si «batterà» per il proporzionale. Il leader del Movimento lo ritiene necessario per «evitare un’eccessiva frammentazione».

Al tweet di Gori ha risposto Guido Crosetto: «Quindi il prossimo livello del dibattito politico dovrebbe essere la costruzione del supporto ad un tecnico?». Il fondatore di FdI è andato dritto al punto. L’unica possibilità per il Pd di restare al governo è all’interno di un esecutivo di unità nazionale o di intese più o meno larghe. Con ministri non politici al suo interno. La prova, secondo Giorgia Meloni, è la bocciatura del presidenzialismo: «Invece di entrare nel merito, hanno votato l’emendamento soppressivo, non hanno voluto nemmeno aprire il dibattito. Se scappano stanno dicendo che vogliono continuare a fare i giochi di Palazzo sulla pelle dei cittadini».

► I più letti
► Torna alla Prima pagina

Un pensiero su “Il Pd vuole Draghi in eterno, anche dopo le elezioni. Meloni: «Soliti giochi di Palazzo sulla pelle dei cittadini»

  • 14 Maggio 2022 in 15:58
    Permalink

    Ma davvero sfracelli d’Italia sarebbe il primo partito uscito dai sondaggi? Com’è possibile che la gente creda a questa forza politica che, più di una volta ha appoggiato il governo di maggioranza? Allora vuol dire che gli italiani sono ancora sotto l’effetto narcotizzante del lavaggio del cervello del main streem. Svegliatevi!! Sono tutti uguali!

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.