Sanità allo sfascio: da inizio pandemia si dimettono circa 100 camici bianchi al mese

Si calcola – si legge sul Corriere della Sera – che ormai da un anno, circa 100 tra infermieri e medici si dimettano ogni mese. Questo sta provocando una grossa crisi nel settore a livello nazionale. «È necessario che il governo intervenga sia sui numeri, visto che secondo le stime mancano 70mila unità, sia sulla formazione e il riconoscimento professionale», ha spiegato Barbara Mangiacavalli, presidente della Fnopi. «Speriamo — ha aggiunto — si avvii un processo di riforma dei percorsi accademici e si amplino le competenze dell’infermiere in termini di autonomia e responsabilità sulle attività di propria competenza nei diversi ambiti».

Emblematico – prosegue il Corriere – è il caso di un pronto soccorso di Vicenza. L’sos arriva alle 12.26 di martedì, in una chat su Telegram riservata ai medici: «Venice Medical Assistance cerca urgentemente un medico per coprire i turni di stanotte e domani notte presso l’ospedale di Santorso di Vicenza per i codici bianchi. Vista l’urgenza, queste due notti verranno retribuite 90 euro all’ora». In Veneto le aziende sanitarie sono state costrette ad appaltare 18 Pronto soccorso su 26 alle cooperative, a loro volta spesso in affanno, al punto da dover ricorrere al passaparola per recuperare specialisti. «Ormai li cerchiamo in tutta Europa».
Affari Italiani – immagine Ansa

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