Covid, “anomalie” nel conteggio dei decessi: «Il 98% muore per altre patologie»

L’allarme dei direttori dei dipartimenti di Malattie infettive del Cannizzaro e del Garibaldi Nesima, Carmelo Iacobello e Bruno Cacopardo

Ogni sera, il bollettino Covid segnala quanti sono in Italia i nuovi positivi giornalieri, quanti i nuovi ricoveri e i nuovi decessi. Puntando i riflettori sui decessi, questi da mesi non scendono mai sotto le cento unità. Il Covid, però, grazie soprattutto alle vaccinazioni e a una Omicron 1, 2 e 3 più blanda, ha permesso agli italiani di riassaporare la libertà, liberandoli anche dalle mascherine. E allora la domanda che sorge spontanea è: ma siamo sicuri che tutti questi decessi siano causati da nuovi malati di polmonite bilaterale Covid? Insomma, per dirla nel gergo tecnico, le morti di queste settimane interessano pazienti col Covid o sono per il Covid?
Ogni sera, il bollettino Covid segnala quanti sono in Italia i nuovi positivi giornalieri, quanti i nuovi ricoveri e i nuovi decessi. Puntando i riflettori sui decessi, questi da mesi non scendono mai sotto le cento unità. Il Covid, però, grazie soprattutto alle vaccinazioni e a una Omicron 1, 2 e 3 più blanda, ha permesso agli italiani di riassaporare la libertà, liberandoli anche dalle mascherine. E allora la domanda che sorge spontanea è: ma siamo sicuri che tutti questi decessi siano causati da nuovi malati di polmonite bilaterale Covid? Insomma, per dirla nel gergo tecnico, le morti di queste settimane interessano pazienti col Covid o sono per il Covid?

Covid: il nodo tamponi di accesso
E qui torna in auge un vecchio problema sollevato a Catania alcuni mesi fa dai primari di Malattie infettive di tutti gli ospedali cittadini. Il nodo adesso non sono più i veri malati Covid, ma quei positivi spesso asintomatici che finiscono in ospedale per altre patologie – infarti, ictus, traumi ortopedici, malattie tumorali… e poi, risultando positivi ai tamponi di accesso, finiscono in reparti Covid non ricevendo anche assistenza appropriata. Così alla fine, alcuni di questi pazienti – che, se sono anziani, ci mettono addirittura anche molti mesi prima di negativizzarsi, nel frattempo decedono in corsia per le loro patologie, ma siccome erano ancora positivi, vengono annoverati come morti Covid.

Decessi Covid: Iacobello segnala anomalie
L’ipotesi, che si basa si una verifica reale su campo, arriva da molti esperti, soprattutto dai direttori dei dipartimenti di Malattie infettive del Cannizzaro e del Garibaldi Nesima, Carmelo Iacobello e Bruno Cacopardo, che invitano a fare chiarezza. “Vuole la mia risposta? – esclama Iacobello -. E allora le dico che la stragrande maggioranza delle morti che si registrano in queste settimane negli ospedali non è causata da patologie correlate col Covid, ma da altre malattie. Si tratta spesso di pazienti anziani che quando risultano positivi stentano a tornare negativi e quindi rimangono nei reparti Covid. Durante la loro degenza, però, decedono a causa delle loro malattie, ma vengono conteggiati tra i deceduti da Covid. Si tratta di una anomalia che andrebbe corretta per fornire una realtà della pandemia completamente differente da quella che viene rappresentata oggi.

“Su 100 decessi, non più di 2 per il Covid”
Il direttore di dipartimento del Garibaldi, prof.Bruno Cacopardo, si sbilancia ancora di più: “Su 100 deceduti catalogati come Covid forse soltanto due sono morti davvero per il virus. Quindi il bollettino veritiero giornaliero dovrebbe indicare tot positivi, tot ricoveri, due decessi”. Per il docente dell’università catanese bisogna chiarire questo punto a livello ministeriale e dare all’opinione pubblica una giusta ed equa informazione sull’andamento pandemico di quest’ultimo periodo. “La mortalità – spiega il professore – dei pazienti per patologie diverse è divisa in due varianti: c’è la mortalità cosiddetta “cruda” che è quando si muore non per la malattia per cui si è affetto, ma per altre condizioni o eventi, come un soggetto malato di tumore che muore investito da un’auto. E poi c’è una mortalità che si chiama “attribuibile”, che è invece collegata direttamente alla patologia. Cioè il soggetto è morto della patologia cui era affetto. Ora – continua Cacopardo – se io voglio dare il numero esatto di morti Covid, ma dò un numero di morti totale che include anche i decessi per mortalità “cruda” avrò una immagine falsata. Se io, al contrario, voglio dare il giusto numero di decessi Covid dovrei dare solo il dato delle cosiddette morti “attribuibili””. Appare quindi chiaro dalle parole dei due esperti infettivologi che le morti attribuite oggigiorno da Covid non sono affatto quelle reali perché il dato dei decessi contiene anche quei decessi che vengono causati da patologie che nulla hanno a che vedere con il dato in generale.

Covid: “Serve indagine epidemiologica”
C’è poi un tema a parte, sollevato da un medico di pronto soccorso di un ospedale della città. “Classici ricoveri da Covid non ne vediamo più da tempo, eccetto un settantenne non vaccinato – spiega il responsabile – . C’è un ampio dibattito sulla paternità delle morti attribuite al Covid. Onestamente, ritengo che queste siano ormai pochissime, ma non so dire con certezza se il Covid col passare del tempo possa accelerare il decesso principalmente delle persone fragili. Per fare un quadro quanto più veritiero possibile, bisognerebbe avviare una indagine epidemiologica facendo un confronto tra i decessi di adesso e quelli degli anni in cui il Covid non c’era, per appurare se esiste ancora oggi un eccesso di mortalità oppure se la mortalità è più o meno nel range di percentuale degli scorsi anni. Perché se la mortalità continuerà ad essere ancora più elevata rispetto agli anni precedenti, il dubbio che il Covid continui a mietere vittime sarebbe più che attuale”.
di Giuseppe Bonaccorsi – Qds.it

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