GB teme l’«invasione» dei russi o extraterrestri: in costruzione sottomarini nucleari

Nessuno de La Pekora Nera è (come  adesso si suol dire, affibbiando etichette a destra e manca) “putiniano”. A noi preme dare un’informazione alternativa al mainstream, e sopratutto corretta.

Detto ciò, pare che oggi sia soltanto Putin il guerrafondaio espansionista ma, come tutti sanno, le mire espansionistiche sono in realtà il modus operandi di chi già nel ‘800, partendo in prevalenza dai porti dalla Gran Bretagna, ha colonizzato l’America del Nord, sterminando e ghettizzando i nativi, per poi continuare a bombardare mezzo mondo: Indocina, Africa e Medio Oriente. Attualmente gli yankee, attraverso la NATO, sono riusciti perfino a conquistare strategicamente e politicamente anche L’Unione Europea: queste affermazioni storiche nessuno le può confutare.

Tant’è che la solita Gran Bretagna (genitrice degli Usa ed ex potenza imperiale, con colonie in tutto il pianeta) è pronta a costruire i sottomarini nucleari Dreadnought, la notizia è riportata da Il Giornale d’Italia, definita anche la più grande classe di sommergibili mai realizzati per la Royal Navy, la marina militare britannica. Il Ministero della difesa presieduto da Jeremy Quin incoraggia il piano come un modo per “scoraggiare” minacce estreme ed estere, con un riferimento neanche tanto velato a Vladimir Putin, come se Putin stesse pensando di occupare la Gran Bretagna: la misura verrà a costare circa 2 miliardi di sterline ai sudditi di sua Maestà.

«La classe Dreadnought sarà fondamentale per mantenere e salvaguardare la nostra sicurezza nazionale con il deterrente nucleare che protegge ogni cittadino britannico dalle minacce più estreme ogni minuto di ogni giorno», afferma il ministro della Difesa Jeremy Quin. Per quanto riguarda il programma fa sapere che è: «progettato nel Regno Unito, costruito nel Regno Unito e sostenendo decine di migliaia di posti di lavoro nel Regno Unito, il programma Dreadnought è un esempio principale del nostro impegno nella produzione della difesa», Quin ha poi aggiunto che i sottomarini «continueranno a dare impulso all’industria britannica per i decenni a venire».
Nell’immagine un Jeremy Quin felice, a bordo del nuovo veicolo blindato Boxer.

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