Governo Draghi, Crosetto: «Tsunami in arrivo»

Quando finisce il Governo Draghi? In tanti se lo domandano ormai da tempo e a dare una possibile risposta questa volta è Guido Crosetto, imprenditore, ex deputato e tra i membri fondatori di Fratelli d’Italia. «É in arrivo uno tsunami – avverte Crosetto – e non so se il premier sarà in grado di reggere l’urto». Da una parte c’è infatti «la linea di Draghi, dall’altra quella del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e del segretario della Lega Matteo Salvini». «C’è un problema politico enorme quando – continua – il pezzo più importante della maggioranza, su questioni cruciali come gli armamenti all’Ucraina, la pensa all’opposto del premier».

Secondo Crosetto -si legge su Il Giornale d’Italia – Draghi, assieme ai propri membri di Governo, «dovrebbe andare in Parlamento a chiarire la situazione», visto che i dissidi all’interno della maggioranza sembrano essere sempre di più, soprattutto dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Le posizioni del premier infatti fanno discutere non poco e sono sempre di più gli italiani che vorrebbero che l’Italia viaggiasse su una linea opposta rispetto a quella intrapresa con le decisioni di Mario Draghi. L’invio di armi a Kiev è la prima tra queste.

Ma a preoccupare – sottolinea Il Giornale d’Italia – non è solo lo scenario politico, ma anche quello economico. «La cosa in assoluto più preoccupante» secondo Crosetto è l’aumento dello spread «che lancia le ombre più cupe sul futuro», dice ai microfoni de La Verità. «L’aumento delle materie prime, la fiammata della speculazione, il costo dell’energia. Sono andati in crisi contemporaneamente i modelli del passato: pensavano alla pace perpetua e al globalismo, pronti a trasferire in Asia tutta la produzione sporca e cattiva. Ci siamo resi conto che questo è un modello fallimentare, e adesso rifare una politica energetica e portare indietro le produzioni strategiche richiederà anni. Intanto, mentre l’Europa si occupava della curvatura delle banane, Cina e Russia hanno occupato l’Africa, per la terra e le materie prime», precisa.

Dunque, «lo scenario pessimista che abbiamo dipinto, Draghi ce l’ha perfettamente in mente», aggiunge Guido Crosetto intervistato da La Verità. «Lui sa bene che lo spread arriverà presto a 300, e che il contestuale disimpegno della Bce dall’acquisto di titoli rischia di essere devastante per il Paese», da qui, «la consapevolezza che non potrà resistere allo tsunami in arrivo. Nemmeno lui, che i mercati pensava di dominarli. È rimasto prigioniero dell’evoluzione internazionale».

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