Vaccino Covid, la Sentenza della Corte suprema indiana: «Nessuno può essere costretto a vaccinarsi»

La Corte Suprema dell’India, lo scorso lunedì 2 maggio, avrebbe affermato che nessun individuo può essere costretto a ricevere una vaccinazione. Inoltre avrebbe anche aggiunto che nessun governo può compiere un passo che possa violare l’integrità del corpo di una persona. La notizia è stata riportata da vari media, tra cui Infowars. Secondo quanto si legge sul sito, un ex membro del National Technical Advisory Group of Immunisation, Jacob Puliyel, si sarebbe rivolto alla corte suprema indiana e ha affermato che la sentenza del governo dello stato secondo cui una persona deve essere vaccinata per avere accesso a benefici o servizi è una violazione dei diritti umani. La vaccinazione obbligatoria sarebbe dunque incostituzionale. La notizia è riportata dal Giornale d’Italia.

La corte indiana avrebbe poi sottolineato che la limitazione dell’accesso ai luoghi pubblici delle persone non vaccinate non è proporzionale e dovrebbe essere abrogata nelle condizioni attuali. «Suggeriamo che non venga imposta alle persone alcuna restrizione per l’accesso a luoghi, servizi e risorse pubblici», ha stabilito il tribunale della Corte Suprema, che comprende i giudici L Nageswara Rao e BR Gavai. La sentenza della corte si limita alla petizione in discussione e non «fermerebbe o impedirebbe al governo di fare qualsiasi passo in futuro per controllare la diffusione della pandemia», hanno però precisato i giudici.

Il firmatario – scrive ancora il Giornale d’Italia –  aveva espresso preoccupazione per il fatto che non fossero disponibili dati sufficienti sull’efficacia dei vaccini. Questa preoccupazione avrebbe dunque spinto la Corte Suprema a incaricare il ministero federale della salute indiano di pubblicare in un’arena pubblica i rapporti di persone e medici sui vaccini che hanno effetti avversi.

A partire da lunedì 2 maggio, circa il 60% degli indiani è completamente vaccinato. Ad aprile, il governo del subcontinente ha inoltre lanciato la campagna per fornire dosi di richiamo per tutti gli adulti di età superiore ai 18 anni. Il governo federale ha anche autorizzato i vaccini per i bambini di età superiore ai 5 anni.

L’India, nella stessa giornata in cui è arrivata la sentenza della Corte suprema, aveva segnalato 3.157 nuovi casi di Covid 19. Il carico di lavoro totale è ora pari a 43 milioni e i casi attivi sono 19.500, secondo il ministero federale della Salute. Cifre a dir poco ridicole, a fronte del fatto che la popolazione dell’India è di circa 1,4 miliardi di abitanti.

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