Proposta in Francia la «patente per votare»: la sinistra ne combina un’altra delle sue

Una patente per votare“. La sinistra ne combina un’altra delle sue, stavolta in Francia per nostra fortuna e con Aymeric Caron avanza la sua proposta: un “permisi de voter”, che avrebbe in poche parole lo scopo di escludere i cittadini “incolti e irresponsabili” al voto. Persone che secondo la sinistra non dovrebbero avere voce in capitolo.

È questa l’ultima trovata con le elezioni legislative per rinnovare la composizione dell’Assemblea nazionale in Francia alle porte. Caron è conosciuto in Francia per essere un ex opinionista televisivo ma ha deciso di candidarsi con la sinistra guidata da Jean-Luc Mélenchon, capo del partito La France Insoumise, sbarco principale della sinistra francese. Caron “ci ricasca” potremmo dire dato che l’aveva già proposta nel 2017 nel corso di una trasmissione televisiva. L’ex opinionista ha dichiarato: “Non rinnego le mie dichiarazioni”.

Non sono mancate le reazioni degli esponenti politici non melénchoniani e di altri personaggi di spicco locali nei confronti della proposta avanzata da Aymeric Caron su una potenziale “patente per votare”. il giornalista francese Emmanuelle Ducros ha commentato su twitter: “È ignobile questo eugenismo civico”. La democrazia, insomma, non si tocca: è questo il parere di coloro che in questi giorni si stanno scagliando contro l’ex opinionista televisivo per la proposta in questione. L’idea non piace affatto ad i numerosi esponenti giornalisti e politici ed è molto difficile che possa essere messa nero su bianco.

In Francia verso accordo tra Mélenchon e socialisti
Si va adesso verso un accordo tra i due schieramenti. Fonti dal partito socialista fanno sapere che “siamo sulla buona strada” per concludere un accordo in vista delle elezioni legislative di giugno. Mélenchon ha raggiunto il 22% al primo turno delle ultime elezioni presidenziali del 10 aprile. La sinistra come è sua consuetudine sta cercando di raccattare più partitini possibili per poter andare al potere. Anche i Verdi di Europe Ecologie e il Partito comunista francese hanno accettato nei giorni scorsi di partecipare alla nuova Unione popolare ecologica e sociale lanciata da Mélenchon.
Il Giornale d’Italia

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