Caro energia, l’allarme della Bce: «Famiglie costrette a usare i risparmi»

«Le famiglie attingono dai loro risparmi per attutire l’impatto che i prezzi più elevati dell’energia hanno sui consumi»: è questo l’allarme lanciato dalla Banca centrale europea in un’anticipazione del bollettino economico, nel quale si calcola che l’impatto è circa cinque-sei volte maggiore per le famiglie più povere». «L’aumento dei prezzi dell’energia, suggeriscono gli economisti nello studio Bce, ha implicazioni distributive significative, che richiedono misure di politica fiscale mirate». Lo riporta Affari Italiani.

Nel dettaglio, il recente aumento dei prezzi dell’energia è un chiaro vento contrario per la ripresa dei consumi. «Nelle prime fasi della pandemia, a causa del deterioramento delle prospettive finanziarie, scrivono gli esperti della Banca centrale, le famiglie hanno ridimensionato i propri piani di consumo, principalmente in risposta a shock di contrazione dei costi e, subito dopo, a una serie di shock negativi di richiamo della domanda».

«Dall’inizio del 2021, gli shock positivi della domanda hanno portato a una ripresa delle condizioni finanziarie, dei consumi e dei risparmi attesi dalle famiglie», continuano gli analisti. «Tuttavia, l’aumento dei prezzi delle materie prime osservato dall’estate del 2021 è stato sempre più considerato come un soffocamento della situazione finanziaria attesa delle famiglie, pesando cosi’ sui loro piani di spesa».

L’analisi della Bce punta a valutare come i prezzi energetici impattino sui consumi privati e attraverso quali canali, sapendo che «poiché la domanda di energia non è elastica nel breve termine, questo ampio aumento dei prezzi implica un declino dei consumi delle famiglie che necessita di essere assorbito o tramite una riduzione dei consumi non energetici di prodotti e servizi, o attraverso una riduzione del risparmio, o tramite un aumento dei guadagni».

Una premessa che trova risposta nella parte finale della corposa analisi. «Le famiglie attingono dai loro risparmi per attutire l’impatto che i prezzi più elevati dell’energia hanno sui consumi», scrivono i ricercatori della Banca Centrale Europea. «L’evidenza empirica conferma che, almeno nel breve periodo, le famiglie riducono sostanzialmente i loro rapporti di risparmio per far fronte all’aumento della spesa per l’energia, sebbene in misura minore se le riserve di liquidità, per spese impreviste sono limitate». Ovviamente l’impatto non è uguale per tutti.

«L’identificazione delle risposte del risparmio su diversi quintili di reddito rivela che, a parità di aumento assoluto della spesa energetica, la riduzione del risparmio è inversamente correlata al reddito della famiglia e circa cinque o sei volte maggiore per le famiglie nel quintile più basso della distribuzione del reddito rispetto a quelli del quintile superiore». In pratica il 20% delle famiglie più povere riduce di molto il proprio risparmio. La Bce fotografa anche il passaggio delle scelte famigliari partendo dal periodo dei lockdown legati alla pandemia, conclude così Affari Italiani.

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