Rogo di Primavalle, la tragedia per cui nessuno ha pagato

Accadeva il 16 aprile 1973, quasi 50 anni fa, il rogo di Primavalle. Si è trattato di un attacco, con finalità di incendio doloso compiuto da alcuni aderenti al movimento della sinistra extraparlamentare Potere Operaio nel quartiere popolare di Primavalle a Roma. Nell’incendio persero la vita Virgilio e Stefano Mattei rispettivamente di 22 e 8 anni, figli di Mario Mattei, segretario locale del Movimento Sociale Italiano. Per ricordare quanto accaduto, anche quest’anno si è ripetuta a Roma la cerimonia di deposizione di una corona di fiori da parte delle istituzioni romane e laziali alla presenza della famiglia, ma sono state tante le iniziative. Non solo nella Capitale.

Per l’incendio furono condannati a 18 anni di reclusione tre esponenti dell’organizzazione Potere Operaio, Achille Lollo, Manlio Grillo e Marino Clavo. Il processo fu molto lungo, anche a fronte dei molti depistaggi. Alla fine la pena fu estinta per prescrizione nel 2003. In base all’art. 172 c.p., infatti, la pena della reclusione si estingue col decorso del tempo pari al doppio della pena inflitta e, nel caso di concorso di reati, come nel caso di specie, si ha riguardo, per l’estinzione della pena, a ciascuno di essi, anche se le pene sono state inflitte con la medesima sentenza.
Rogo di Primavalle

Poiché la condanna ad anni 18 di reclusione teneva conto di un concorso di reati (8 anni per l’incendio doloso, 3 per ciascuno dei due omicidi colposi e 4 per la detenzione di esplosivo), dovendosi considerare la condanna relativa al reato più grave, quella di 8 anni, il tempo necessario all’estinzione della pena era di 16 anni, scaduti il 12 ottobre 2003. L’allora sindaco di Roma, Walter Veltroni, esternò la propria indignazione in ordine all’impunità dei responsabili.

Torino Tricolore ha ricordato i fratelli Mattei nel giardino di Rivoli a loro dedicato a Torino. “Rivoli ha intitolato diversi anni fa uno dei giardini pubblici più importanti della Città alla memoria di Stefano e Virgilio Mattei, uccisi il 16 aprile del 1973 in un rogo appiccato nel loro appartamento da militanti di sinistra. Stefano aveva ventidue anni, Virgilio solo otto, la loro colpa era quella di essere figli di Mario Mattei segretario della locale sezione del Msi, vero obbiettivo dell’attentato – ha spiegato Matteo Rossino di Torino Tricolore – di notte almeno tre esponenti di Potere Operaio, tra cui Achille Lollo, diedero fuoco alla porta di ingresso dell’appartamento della famiglia Mattei. Stefano e Virgilio non riuscirono ad uscire di casa per tempo e morirono bruciati e soffocati”.

«Il rogo di Primavalle – ha proseguito Rossino – è stato uno degli atti più efferati degli ‘anni di piombo’ e dell’odio antifascista che non può e non deve essere dimenticato. Qualche settimana fa in un articolo apparso su alcune testate giornalistiche avevo letto che un’associazione locale, ‘L’Obelisco’, aveva segnalato al Comune di Rivoli che le targhe dei giardini dedicati ai Mattei dovevano essere sostituite perché danneggiate e illeggibili. Apprendevo così dell’esistenza di uno spazio pubblico dedicato alle vittime del rogo di Primavalle ed ho ritenuto indispensabile organizzare una commemorazione, che ho peraltro in mente di riproporre ogni anno, affinché non si dimentichi quanto avvenuto quel maledetto 16 aprile del ’73. Bisogna ricordare perché certe cose non accadano più e questo odio venga finalmente, dopo anni, condannato nettamente dalle istituzioni».

Meloni: «Non dimentichiamo i fratelli Mattei»

«Sono trascorsi quasi 50 anni da quando Stefano e Virgilio rimasero uccisi nel rogo appiccato nella loro abitazione dai militanti comunisti di Potere Operaio. Una strage che non ha mai ricevuto vera Giustizia», ha scritto la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni su Facebook. «Noi non dimentichiamo i fratelli Mattei, vittime innocenti dell’odio ideologico».
Il Giornale d’Italia

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