Shanghai stremata dal lockdown: sequestrati edifici residenziali, per creare nuovi posti letto per i positivi

Prosegue a Shanghai il lockdown iniziato il 28 marzo e non ancora revocato sulla base della politica cinese di tolleranza zero, e monta la rabbia tra i cittadini, confinati nelle loro case a tempo indefinito. Nella città, che conta oltre 25 milioni di cittadini, le autorità, per creare nuovi posti letto per i positivi, portati anche a forza in strutture apposite, hanno iniziato – scrive SkyTg24 – a sequestrare palazzi e abitazioni private.

I cittadini possono uscire nel proprio isolato solo se il palazzo in cui risiedono è Covid free. In caso di positività di anche solo uno dei condomini, scatta l’obbligo per tutti i residenti del palazzo di restare chiusi in casa per 14 giorni, con droni e cani-robot che ordinano agli abitanti di restare all’interno della propria abitazione, e consegne a domicilio sempre più care e scarse.

Nel caso di positività al Sars-CoV-2, anche se asintomatici, i cittadini vengono portati, anche a forza, in strutture apposite. Nella città, reparti di ospedali, scuole, palazzi in costruzione e centri culturali sono stati riconvertiti in dormitori per positivi, con condizioni igienico-sanitarie preoccupanti, si legge ancora su SkyTg24. Ma gli spazi a disposizione non bastano più. Tant’è che a Shanghai la Polizia ha iniziato a sequestrare edifici residenziali, per creare nuovi posti letto per i positivi, scontrandosi con gli abitanti, come mostrano diversi video postati dai cittadini sulle piattaforme social, come WeChat. Filmati simbolo di un dissenso interno che neanche le strettissime maglie del regime riescono più a contenere, e che rimangono in rete per poche ore prima di essere intercettati e rimossi da Pechino, registrando migliaia di visualizzazioni.

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