Aleksandr Dugin: «Guerra necessaria, ci sarà nuovo ordine mondiale. Merito di Vladimir Putin»

Aleksandr Gel’evic Dugin rompe il silenzio e torna a parlare con i media italiani. Dopo aver deciso, nei giorni scorsi, di interrompere ogni collegamento con la stampa del nostro Paese a seguito di presunti torti subiti, il filosofo e politologo russo considerato vicino a Vladimir Putin, ha deciso di concedere una lunga intervista a Il Tempo trattando i temi legati alla guerra in Ucraina e all’ideologia che ha mosso il conflitto. Dugin, in una recente intervista ha tratteggiato i concetti di “Grande reset” e “Grande Risveglio”, contenuti in un suo libro, definendoli i soli due partiti attualmente esistenti al mondo.

In Ucraina è in corso una guerra civile o la conseguenza di uno scontro tra civiltà?
“Entrambi. Prima di tutto, è lo scontro di civiltà, di cui ha scritto Huntington. La frontiera tra la civiltà russa e quella occidentale attraversa l’Ucraina, dividendola in due. L’Occidente voleva stabilire il controllo su tutta l’Ucraina. Putin non ha permesso che ciò accadesse. La natura della guerra civile ha a che fare con le doppie posizioni in Ucraina stessa. L’Ucraina orientale è stata occupata da politici russofobi-nazionalisti per 8 anni dopo Maidan. La guerra civile è andata avanti essenzialmente per tutto questo tempo, ma nella sua forma più acuta si è manifestata nello sterminio regolare della popolazione civile del Donbass da parte dell’esercito ucraino e delle forze naziste”.

A beneficio dei nostri lettori, potrebbe spiegare la visione unipolare del mondo in contrapposizione a quella multipolare?
“L’unipolarismo è un ordine mondiale in cui c’è un solo centro decisionale (Washington), l’egemonia appartiene a un solo blocco militare (Nato), un solo sistema di valori (democrazia liberale, LGBT+, politiche di genere, cultura della cancellazione, Grande Reset, ecc.). Questo è ciò su cui insistono oggi le élite liberali e soprattutto l’amministrazione Biden, i neocon statunitensi e i globalisti come Soros, Schwab ecc. Un mondo multipolare implica l’esistenza di diverse civiltà: occidentale, russa, cinese (questi tre poli esistono già e si stanno dichiarando chiaramente) così come quella indiana, islamica, latinoamericana (sono in arrivo) e in futuro africana. Questo significa che ci saranno non uno ma diversi centri decisionali (oggi Washington, Beijing e Mosca, ma più domani), diverse egemonie regionali (grandi spazi), diversi sistemi ideologici (liberale occidentale, cinese – comunista-confuciano, ortodosso-eurasiano così come islamico, indù, ecc.). In un mondo multipolare il monopolio dell’Occidente nel campo militare, dei sistemi economico, ideologico e culturale sarà abolito.  Questo è il senso del teso confronto in Ucraina. È un conflitto militare che accompagna il cambiamento dell’ordine mondiale e la transizione alla multipolarità”.

Perché la Russia, nella sua visione, rappresenta la cultura tradizionale mentre l’Occidente contemporaneo è l’Anticristo?
“Perché la Russia sta per i valori tradizionali, valori conservatori – Chiesa, Stato, famiglia – mentre l’Occidente si oppone direttamente – postmodernismo, ateismo o indifferenza alla religione, abolizione dei governi statali a favore di un governo unico mondiale, matrimoni gay, aborti, persone transgender, ecc. Sappiamo come i progressisti vedono la società tradizionale, ma non pensiamo a come le società tradizionali vedono l'”Occidente progressista”. E la vedono come una ‘civiltà dell’Anticristo’”.

La guerra in Ucraina potrebbe portare ad un nuovo ordine mondiale?
“Sì, è esattamente a questo che serve”.

Può escludere che tra 50 o 60 anni saranno svelati patti segreti tra Russia, Cina e India su questa “operazione militare speciale”?
“Non credo che stiamo parlando di patti. Putin ha discusso un’operazione militare speciale con Pechino, questo è sicuro. Ma gli eventi si stanno svolgendo in modo così radicale che l’India e altri potenziali poli del mondo multipolare stanno guardando i successi della Russia e la reazione dell’Occidente piuttosto che impegnarsi attivamente nella situazione. Quando la Russia vincerà, tutti approfitteranno delle nuove opportunità offerte dalla multipolarità. Ma il peso sarà sopportato solo dalla Russia. Questo è stato spesso il caso nella storia”.

A proposito di parole che definiscono azioni, in Occidente e quindi anche in Italia, si discute sul divieto dell’utilizzo della parola guerra in Russia. Andando oltre la propaganda/polemica da talk-show, cosa significa questa scelta lessicale?
“Putin dimostra così che questa non è una guerra tra la Russia e l’Ucraina, è qualcosa di simile a un’operazione anti-terrorismo, nello spirito di ciò che gli Stati Uniti e la Nato hanno condotto in Medio Oriente o in Afghanistan. Non è una guerra con un paese, tanto meno con il suo popolo, che è storicamente un tutt’uno con noi, ma con i vertici politici filo-occidentali e le formazioni terroristiche neonaziste”.

La guerra combattuta con le armi pone l’aggressore in una posizione quanto meno criticabile. Se l’Ucraina è il terreno di scontro tra i due partiti (“Grande Reset” e “Grande Risveglio”), quello a cui appartiene la Russia, e quindi “Grande Risveglio”, potrebbe subire un “danno di immagine”?
“Sì, l’ulteriore demonizzazione della Russia, l’ondata di russofobia e i media che screditano Putin e la Russia sono il prezzo che dobbiamo pagare per un mondo multipolare. Soprattutto quando la stampa mondiale rimane unipolare. Se i globalisti avessero ascoltato i loro oppositori, non ci sarebbe stata una guerra. Per l’Occidente ogni conversazione è un monologo. L’ ‘Altro’ non esiste per lui. E non c’è altro modo per la Russia di insistere che ci sia un ‘Altro’ in questo conflitto. Abbiamo provato di tutto prima. Senza successo”.

Lei parla italiano e con il nostro Paese ha molte relazioni. Nel suo pensiero, che destino avrà l’Italia?
“L’Italia è probabilmente il paese più vicino a noi russi tra gli stati dell’Europa occidentale. Lo amiamo nonostante tutto. Ma l’Italia non è sovrana e fa parte dell’Occidente, è controllata dall’UE e dagli Usa. Ed è per questo che ogni voce di un italiano o di un’italiana con sostegno o comprensione della Russia è così preziosa in un momento così difficile per noi. Noi lottiamo per un mondo multipolare dove l’Europa e i suoi paesi possano ritrovare la loro sovranità e la loro indipendenza. La Russia ha iniziato oggi una rivoluzione geopolitica. E prima o poi il resto delle nazioni sarà coinvolto, capirà il suo significato e apprezzerà il suo messaggio. E mi sembra che i primi a farlo saranno gli italiani”.

di Francesca Musacchio – Il Tempo

Un pensiero su “Aleksandr Dugin: «Guerra necessaria, ci sarà nuovo ordine mondiale. Merito di Vladimir Putin»

  • 14 Aprile 2022 in 13:15
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    L’Italia, é finita con l’euro, gli italiani non eleggono piú i loro rappresentanti, l’Italia é già sotto una repressione politica straniera, solo una guerra civile interna e appoggiata dal “multipolarismo” puó cambiare qualcosa, ma chi davvero vuole cambiare qualcosa? Quando tv, giornali, parlamento, esercito sono in mano agli americani? Anche tutta l’Europa si sta compatta do come non mai in questa direzione, io non vedo via d’uscita… Se la vedete voi…

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