Addio all’emergenza ma le libertà ritrovate sono poche

Il green pass continuerà a spadroneggiare anche se spariscono le zone a colori. Resta il tampone per gli occupati senza vaccino.

C’è tanta allegria nell’aria perché domani termina lo stato di emergenza. Però ci teniamo ancora il green pass, non scompare l’odioso lasciapassare per salire su treni a lunga percorrenza, navi, aerei e rimane la versione rafforzata se vogliamo sederci all’interno di bar e ristoranti, andare a cinema o a teatro, partecipare a eventi e attività sportive al chiuso, a un congresso o andare semplicemente a ballare, scrive La Verità.

Fino al 15 aprile non si potrà accedere all’interno di bar e ristoranti senza green pass e, fino al 30 del prossimo mese, cinema, teatri, concerti sono off limits se non si è guariti o vaccinati.

Inoltre, sempre fino al 30 aprile, in tutti i luoghi al chiuso con esclusione delle abitazioni private, rimane obbligatorio indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Le Ffp2 si dovranno ancora tenere su aerei, navi, treni, autobus, metro, pullman, funivie, cabinovie e seggiovie coperte, nei concerti al chiuso e durante le competizioni sportive.

Basteranno le chirurgiche a scuola, nei bar e ristoranti. Poi potremo dire addio ai dispositivi di protezione individuale? Non fatevi tante illusioni. «L’eliminazione dell’obbligo di mascherina al chiuso non è automatica, sarà valutata nelle prossime settimane», ha già messo le mani avanti il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel suo intervento di domenica sera a Che tempo che fa su Rai3.

«Continueremo ad avere limitazioni e anche obblighi», era stato il suo annuncio, come sempre improntato alle chiusure, all’emergenza che non termina mai.
Solo dal 1° maggio cadrà l’imposizione del super green pass per seguire eventi e competizioni sportivi che si svolgono al chiuso, ma anche per fare quattro vasche in piscina coperta e successiva doccia negli spogliatoi. Speranza, commentando le misure adottate dal Consiglio dei ministri sul decreto Riaperture, aveva detto: «Con questo provvedimento facciamo una scelta di gradualità e di apertura che ci consente di guardare complessivamente con fiducia al futuro». L’apertura sarebbe non doversi fare più un tampone per entrare in posta, in banca o nel salone di un parrucchiere; non essere più obbligato a restare a piedi o a utilizzare l’auto, perché cade l’obbligo vergognoso di avere il super certificato verde per salire sul bus. Viene considerata «apertura» consentire ai non vaccinati, ma anche ai senza terza dose, di tornare al lavoro in cambio di un tampone rapido ogni 48 ore. Ci eravamo proprio dimenticati di quanto fosse bello essere liberi, grazie Speranza dell’ennesima illusione o delusione, si legge sula Verità.

Vogliamo poi aggiungere a questa farsa delle riaperture i capitoli sui docenti no vax che tornano a essere stipendiati? In presenza ma non in aula dove resteranno i supplenti, pagati con fondi sottrai al miglioramento dell’offerta formativa scolastica. E sui sanitari guariti dal Covid, non più sospesi però fino a quando scade l’obbligo di vaccinarsi? Già, perché per tutti i lavoratori della sanità, compreso il personale delle Rsa, l’obbligo vaccinale non scadrà il 15 giugno ma il 31 dicembre. Gli over 50 non vaccinati tornano a lavorare, quindi ad avere lo stipendio, però fino al 30 aprile devono ancora subire restrizioni, ossia fare un tampone rapido ogni 48 ore o molecolare ogni 72. Altro salasso per le loro tasche, dopo essere stati obbligati a casa senza retribuzione.

Nelle scuole, da quelle dell’infanzia alle superiori, da venerdì solo i positivi al tampone non rimangono in presenza. Fino a quattro studenti contagiati si resta in classe, con l’obbligo di usare per 10 giorni la mascherina Ffp2 se si ha più di 6 anni. Gli studenti universitari sono obbligati a esibire il green pass per tutto il prossimo mese. E per completare il quadro degli spiragli di riaperture, ricordiamoci che se positivi al Covid dobbiamo rispettare la quarantena, di 7 giorni per i vaccinati, di 10 per chi non ha nessuna dose in corpo o non ha ancora fatto il booster, ce lo ricorda Patrizia Floder Reitter su La Verità.

Un pensiero su “Addio all’emergenza ma le libertà ritrovate sono poche

  • 31 Marzo 2022 in 12:08
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    La dissonanza cognitiva degli ItalioTi è veramente incredibile!
    Cosa dire…se non che la maggioranza degli italiani merita questi criminali!
    Il problema si pone per l’esigua minoranza che ” interagirebbe”
    Per cacciarli!
    E che per “salvarsi” saranno costretti a fuggire!

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