Zelensky, possibile la sua apparizione agli Oscar

Zelensky agli Oscar. Una notizia, ancora da confermare, che fa fare un doppio salto sulla sedia. Partiamo dai fatti.

La fonte è il New York Post, secondo cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarebbe in trattative con l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences per fare un’apparizione video durante la trasmissione di domenica notte degli Oscar. L’incertezza non sembra essere quella delle bombe che piovono sulle città ucraine, quanto una questione di opportunità che solleva l’Academy. Si chiedono gli organizzatori se la famosa notte di conferimento degli Oscar non debba rimanere una cerimonia “apolitica”, o possa invece diventare un nuovo palcoscenico per affrontare un tema delicato come quello dell’invasione russa in Ucraina. L’Abc, il network americano che trasmette la serata, è favorevole. Del resto, dice l’Abc, cosa ci sarebbe di male ad avere agli Oscar l’intervento di un presidente che era prima anche un attore. Ma è proprio questa verità inconfutabile a stridere nella nostra mente. Chi in questo mese ha voluto, con intenti denigratori, sminuire la figura di Zelensky, ha sempre ricordato il suo passato da attore, per giunta un comico, adesso chiamato a gestire quanto di più drammatico ci sia, una guerra. E adesso, per ironia della sorte, avviene il contrappasso. Sarebbe proprio Zelensky a mettersi nella condizione di proporsi nella veste di presidente in un contesto che si addice assai di più ai panni che vestiva in precedenza.

Ma è solo in apparenza un paradosso. La sua possibile partecipazione agli Oscar rientra pienamente nella strategia messa in campo dal presidente ucraino fin dall’inizio del conflitto. Se le forze militari in campo sono oggettivamente diverse tra i due contendenti, dal punto di vista della comunicazione e della gestione dei media Zelensky è stato impeccabile, tanto da essere riuscito a portare la causa ucraina nei parlamenti delle principali capitali europee e nelle piazze di tante città occidentali che manifestavano a favore del suo popolo. E adesso quella voce potrebbe trovare accoglienza all’interno di uno degli eventi di maggiore impatto e visibilità al mondo. Ancora una volta una mossa mediatica, un modo per rispondere alle granate russe con le granate delle comunicazione, capaci di muovere i finanziamenti, gli armamenti, la protezione e la solidarietà internazionale.

Staremo a vedere se Zelensky  sfrutterà davvero questa occasione per parlare del suo popolo in un contesto così diverso dai precedenti, così lontano dalla realtà di una guerra che miete vittime ogni giorno. Un ambiente, quello della notte degli Oscar, connotato dal red carpet, dalla liturgia delle nominations, dai fotografi, dai look mozzafiato e dalle lacrime di gioia per l’ambita statuetta d’oro. Qui Zelensky potrebbe lanciare il suo nuovo appello e c’è da indovinare chi possa citare in questa occasione. Dopo aver evocato Churchill parlando al Parlamento inglese, dopo aver citato l’11 settembre e Martin Luther King in quello americano, dopo aver parlato del muro di Berlino al Bundestag e, con minor successo, di shoa alla Knesset israeliana, si troverà per la prima volta di fronte a una platea cinematografica. Si accettano scommesse su quale titolo di grande film potrà arricchire il suo nuovo e accorato discorso per difendere la sorte del suo popolo e mobilitare l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale affinché finisca al più presto la guerra in Ucraina.

di Federico Zatti – Rai News

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