Caro energia: a Udine acciaierie bloccano produzione o spengono linee

UDINE. L’aumento del costo dell’energia e delle materie prime ferma l’Abs e rallenta il gruppo Fantoni di Osoppo. La corsa incontrollata dei prezzi colpisce altri due numeri uno dell’industria friulana: il colosso dell’acciaio di Cargnacco, in alcuni reparti, ha deciso di sospendere la produzione già da martedì 8 marzo, mentre dalle 14 di mercoledì 9 marzo il blocco sarà esteso anche all’acciaieria, si legge su Il Messaggero.

Non scaricare i costi sui lavoratori

«Oggi l’Abs ferma alcuni reparti, domani l’acciaieria. Tutto a causa del caro energia», racconta David Bassi segretario della Fiom Cgil. «Dopo l’incontro con la direzione aziendale – scrive Udine Today – avremo un quadro completo, per ora solo informazioni frammentarie che possono cambiare da un momento all’altro». Per Bassi, ovviamente, il focus è centrato sui lavoratori. «Pittini vuole aprire la cassa integrazione, a cui chiediamo l’integrazione salariale: capiamo tutto, ma anche i lavoratori stanno subendo questo aumento repentino dei costi, almeno in questa prima fase emergenziale è essenziale che non perdano soldi i lavoratori perché è troppo facile scaricare i costi sulla collettività, con il fermo della produzione e la cassa si va ad aggravare situazione delle famiglie», conclude.

Gas, energia e materie prime

Fare quadrare i conti non è difficile solo per le grandi aziende, ma diventa un’impresa anche per molte famiglie italiane: la somma destinata al carrello della spesa e al pagamento di luce, acqua e gas cresce ma non fanno altrettanto gli stipendi. Eppure quello che il cittadino comune vede – fa notare Udine Today – è solo la punta dell’iceberg. C’è un lungo elenco di materie prime che sono diventate costose, troppo. Come le tessere del domino, ne cade giù una e poi via via le altre. Nel caso specifico le tessere si chiamano materie prime o “commodity”. Tra queste ci sono anche i metalli: il loro prezzo interessa tutti, anche se non sembra così. Pesa, tanto, la guerra tra Russia e Ucraina. Si riflettono sui mercati anche le sanzioni contro Mosca.

Le commodity

Sono saliti alle stelle i prezzi di quelle in gergo tecnico sono chiamate “commodity” cioè le materie prime (particolare categoria di beni che viene scambiata sul mercato senza differenze qualitative) si dividono in “soft” (derivanti dal settore agricolo e dall’allevamento come frumento, mais, avena, zucchero) e “hard” (settore energetico, dei metalli preziosi e di quelli industriali, riporta Udine Today. Ovvero oro, platino, argento, palladio; alluminio, cobalto, nickel, rame, zinco, molibdeno, acciaio, stagno; benzina, etanolo, gas naturale, nafta, petrolio, propano; energia elettrica). Se cresce il costo delle materie prime – utilizzate per la produzione di beni e servizi – tutto costerà di più.

Immagine de Il Messaggero – Un interno dello stabilimento Fantoni a Rivoli di Osoppo

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