“La Verità”: «Mosca è a rischio default entro un anno»

Vladimir Putin alza il tiro contro le sanzioni europee: «Equivalgono a una dichiarazione di guerra». Aeroflot a terra, interrotto l’export di fertilizzanti e le aziende estere fuggono. Il Paese a inizio aprile dovrà pagare una cedola da 2 miliardi su un debito di 490.

«Le sanzioni contro la Federazione russa equivalgono a una dichiarazione di guerra», ha detto ieri il presidente Vladimir Putin. Che è apparso anche in una diretta tv circondato da un gruppo di hostess delle compagnie aeree nazionali colpite dalla chiusura dello spazio aereo europeo e americano. Come l’Aeroflot che proprio ieri ha annunciato la sospensione di tutti i suoi voli internazionali dall’8 marzo mantenendo comunque i collegamenti con la Bielorussia.

Ma quanto fanno male a Mosca i pacchetti di sanzioni varati dall’Occidente cui presto se ne aggiungeranno altre, come annunciato ieri anche dalle autorità Ue? Difficile quantificare la botta ricevuta sia perché l’impatto sull’economia reale russa deve ancora iniziare a dispiegare i suoi effetti, sia perché riguarda più fronti contemporaneamente: il sequestro di asset, il blocco delle riserve in valuta estera della Banca centrale, l’impennata del costo del debito, la liquidazione obbligatoria di bond russi dai portafogli di centinaia di fondi, il crollo del rublo e l’esclusione delle banche (finora sette, ma la lista potrebbe allungarsi) dal sistema delle transazioni internazionali Swift.

È dunque ancora presto per fare la conta dei danni – considerando anche che la Borsa di Mosca resterà chiusa almeno fino all’8 marzo – ma è chiaro che la guerra combattuta dagli alleati della Nato sul campo finanziario ed economico sta spingendo Putin sulla strada del default. Le agenzie di rating hanno declassato a «junk», spazzatura, il giudizio sui bond sovrani russi rendendo ancora più difficile per Mosca collocare le sue obbligazioni e rifinanziare il suo debito.

Nei giorni scorsi, per la prima volta dal 1998, la Russia (che ha 490 miliardi di dollari di esposizione verso l’estero) non ha pagato agli investitori stranieri le cedole su due suoi titoli di Stato. I fari dei mercati sono puntati sulle prossime settimane: il 16 marzo dovranno essere pagate cedole per 107 milioni e a fine mese per 400 milioni, mentre all’inizio di aprile dovrebbe essere rimborsato un titolo di 2 miliardi. Il problema è che la metà dei 640 miliardi di riserve della Banca centrale è stata congelata e che allo scadere delle obbligazioni in valuta le banche sanzionate devono liquidare gli investitori ma non possono rifinanziarsi sul mercato per via dell’esclusione da Swift e del blocco imposto dagli Usa. J.P. Morgan ha stimato un crollo del Pil russo del 7% quest’anno, le previsioni degli economisti raccolte da Bloomberg indicano un -9% circa. E secondo diversi osservatori la Russia potrebbe resistere un anno da un punto di vista finanziario prima di collassare. La probabilità di una dichiarazione d’insolvenza è salita al 67% se si guarda ai contratti credit default swap sul debito russo in dollari. Nella speranza di bloccare la fuga di capitali, la Banca centrale ha alzato i tassi di riferimento dal 9,5 al 20%. Peraltro, la svalutazione del rublo non avrà alcun effetto di stimolo delle esportazioni ma farà innalzare l’inflazione che è già salita a quasi il 10%.

La situazione in cui si è trovata l’economia russa richiede «misure non standard e audaci», ha dichiarato ieri il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Il primo ministro russo Mikhail Mishustin ha firmato una risoluzione che stanzia altri 5 miliardi di rubli per i prestiti agevolati nel settore agricolo attingendo al fondo di riserva del governo. Intanto, il ministero del Commercio e dell’industria russo ha raccomandato ai produttori di fertilizzanti del Paese di interrompere temporaneamente le esportazioni. Si tratta di una ritorsione nei confronti delle sanzioni ma può trasformarsi in un boomerang considerato che la Russia produce più di 50 milioni di tonnellate all’anno di fertilizzanti, il 13% del totale mondiale, che vengono esportati in tuo il mondo.

Si allunga poi ogni giorno l’elenco delle multinazionali che chiudono l’attività nel Paese, vendono quote di società russe o interrompono le relazioni commerciali. Il colosso coreano Samsung ha sospeso le spedizioni di telefoni cellulari e chip. Parliamo del leader del mercato dei telefoni cellulari in Russia con una quota di mercato del 30%, davanti alla cinese Xiaomi (23%) e al 13% di Apple. Un altro problema riguarda il petrolio: la maggioranza delle raffinerie europee continua a evitare di trattare il greggio di Mosca nonostante i prezzi a saldo, molto inferiori alle quotazioni di mercato. Detto in altri termini, la Russia (il terzo produttore mondiale di petrolio dopo Stati Uniti e Arabia Saudita) sta già svendendo l’oro nero perché non sa dove metterlo. La Shell, ad esempio, ha acquistato un carico di petrolio russo pagando 28,5 dollari in meno del prezzo dei mercato del Brent.

La guerra finanziaria può dunque far precipitare gli eventi a un punto di non ritorno al pari di quella militare. Accetteranno gli oligarchi e i sostenitori di Putin che il Paese finisca in una condizione irreversibile di «paria» finanziario? È anche su questa risposta che si gioca la partita. Pardon, la guerra.

di Camilla Conti – La Verità

3 pensieri riguardo ““La Verità”: «Mosca è a rischio default entro un anno»

  • 7 Marzo 2022 in 1:22
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    da; gospamews.net
    ITALIA VERSO LA FAME PER SICCITA’. RUSSIA AUTONOMA SUL CIBO. Maledizioni di Mattarella e Sapienza di Putin. Prima dell’Apocalisse- Fabio Giuseppe Carlo Carisio -6 Marzo 2022

    “…..In Russia, invece, proprio grazie alle sanzioni UE imposte fin dal 2014 dopo l’annessione della Crimea (sostenuta da un preblisicio popolare), non ci saranno problemi nonostante la guerra in Ucraina per la totale conseguita autonomia sul cibo (link informativi al fondo della riflessione). Si erano già preparati da anni alla riduzione delle importazioni!

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  • 7 Marzo 2022 in 1:08
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    La Russia non fallira’ assolutamente visto le risorse enormi che ha e gli amici che ha.Far fuori Putin è l’obiettivo degli usurai globalisti liberali marxisti e loro burattini e le sanzioni loro pensano serviranno a questo.Tuttavia l’Occidente è oramai isolato nel mondo e il dollaro stà perdendo la centralità necessaria alle ricchezze degli usurai; è per l’ abbandono del dollaro(che costo’ la vita a Saddam e Gheddafi) da parte di Cina e Russia che gli usurai hanno provocato la Russia tramite gli sgherri corrotti al governo dell’ Ucraina.
    I paesi che hanno dichiarato di non fare sanzioni alla Russia, notizia ben nascosta dai media degli usurai che fanno credere a sanzioni mondiali, hanno molto oltre la meta’ della popolazione mondiale e sono
    Cina
    India
    Iran
    Pakistan
    Siria
    Molti stati africani
    Messico
    Venezuela/Cuba
    Argentina
    Brasile
    altri stati sudamericani
    Serbia
    etc,etc!!!!!!!!!!!!

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  • 6 Marzo 2022 in 20:49
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    si si, come no, andranno a picco e l’europa invece si arricchirà ahahahaha

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