Legge salvasuicidi, nel 2021 boom di istanze dagli indebitati: Italia sempre più povera

Con la crisi che incalza i debiti aumentano anche tra privati cittadini, professionisti, imprenditori agricoli e artigiani. Crescono così anche le istanze di accesso alle procedure di sovraindebitamento previste dalla legge 3 del 2012, tristemente nota come salvasuicidi. Ma la lentezza – scrive il Fatto Quotidiano – dell’iter che prevede la definizione di una proposta di accordo finalizzata a ripagare parte del debito in funzione delle risorse disponibili fa da tappo, rischiando di alimentare fenomeni usurari.

Non c’è ancora un dato nazionale per il 2021, ma le rilevazioni sul territorio, raccolte dal fattoquotidiano.it, mostrano uno scenario a tinte fosche. E per la Fondazione nazionale dei commercialisti il trend in ascesa rappresenta solo la prima avvisaglia di una vera e propria tempesta che potrebbe manifestarsi una volta esauriti gli effetti dei ristori governativi.

Secondo un sondaggio fatto dai ricercatori della Fondazione nel 2021 ci sono 371.500 imprese non fallibili – si tratta di imprenditori agricoli e piccoli imprenditori commerciali – che potrebbero ben presto chiedere di beneficiare della legge. Ben il 29,3% del totale di queste tipologie di imprese che danno lavoro ad oltre 455mila dipendenti.

Oltre alle attività produttive, il tema vale anche per i privati: «I soggetti prevalentemente in difficoltà economica, anche a seguito della pandemia sono le famiglie – osserva Massimo Da Re, presidente dell’Ordine dei commercialisti ed esperti contabili di Venezia – Non a caso, a fine 2020, per agevolare la composizione della crisi economica della famiglia, – fa notare il Fatto – il legislatore ha introdotto la procedura familiare che prevede un’unica procedura per i componenti di un nucleo se conviventi o se il sovraindebitamento ha avuto origine comune».

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