Crisi Ucraina, Di Maio lo ammette, stiamo propiziando la guerra

Perché l’Italia non ha mantenuto la propria neutralità, nel rispetto della Costituzione?

L’Italia e l’Unione Europea stanno cercando a tutti i costi la guerra con la Russia. Dovrebbero perorare le ragioni della pace e della diplomazia, invece mandano armi e soldati al fronte. Per fermare la guerra mandano armi, proprio come per spegnere l’incendio si manda benzina. Così ha cinguettato Di Maio sul proprio profilo Twitter: «L’Italia non sta entrando in guerra, sta rispondendo ad una richiesta di aiuto per fermare Putin e la sua guerra. Continuiamo a lavorare per la pace e per l’immediato cessate il fuoco imponendo dure sanzioni economiche alla Russia».

Cosa vuol dire «rispondere a una richiesta d’aiuto» mandando armi se non, di fatto, entrare in guerra o propiziarne le condizioni? Perché l’Italia non ha mantenuto la propria neutralità, nel rispetto della Costituzione? L’Ucraina era a tal punto favorevole all’ingresso nella Ue e nella Nato che fu fatto nel 2014 un colpo di Stato volto a riorganizzare in senso europeista e atlantista l’apparato del potere. Non senza l’appoggio di forze dichiaratamente naziste, come i più fingono di non sapere. Proviamo a fare sintesi, in questa aggrovigliata matassa, ove la semplificazione può solo nuocere alla comprensione delle cose e dei rapporti.

La Russia ha sbagliato a dichiarare guerra? Sì, come sempre sbaglia chi lo fa. La causa di questa guerra? Espansionismo NATO, imperialismo USA: dagli anni 90 si spingono verso Oriente, con l’obiettivo di atlantizzare gli spazi post-sovietici. Bisogna raccontarla tutta la storia.
di Diego Fusaro – Il Giornale d’Italia

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