Sempre più avvocati contro il green pass: grave privazione dei diritti e delle libertà

Gli avvocati sono più in fermento che mai, per una situazione generale di grave privazione dei diritti e delle libertà fondamentali, che oltre a discriminare chi non ha iniziato o completato il ciclo vaccinale anti-Covid danneggia tutti gli italiani. Una privazione che appare tanto più ingiustificata e sproporzionata oggi, sia per le evidenze sui limiti dei vaccini (per durata, sicurezza ed efficacia) sia per il miglioramento del quadro epidemiologico e dei vari indicatori sanitari. Si badi bene: non si tratta di avvocati «no vax», ma di giuristi di varia sensibilità accomunati dalla volontà di tutelare lo Stato di diritto.

Nelle ultime settimane si è registrato tutto un fiorire di gruppi, iniziative, tentativi di dialogo con le forze politiche e le istituzioni, italiane e internazionali. E c’è chi ha pure formalizzato una denuncia per l’operato del Governo. Il Decreto-legge 1 del 7 gennaio 2022 – che ha introdotto l’obbligo vaccinale per gli over 50 e imposto il green pass perfino per accedere ai pubblici uffici, palazzi di giustizia compresi – ha avuto, nel senso sopra esposto, un effetto catalizzatore. Già prima molti agivano, sì, ma spesso singolarmente; l’ulteriore giro di vite governativo ha invece spinto centinaia e centinaia di avvocati a unirsi in gruppi per coordinare le proprie azioni e cercare così di proteggere, con maggior forza, non solo la propria categoria – che pure è indispensabile per garantire il diritto alla difesa – bensì l’insieme dei diritti, violati, di milioni di cittadini.

Tra le iniziative, c’è quella di 25 legali che si sono rivolti al Garante della privacy; e l’esposto-denuncia contro il Governo Draghi sottoscritto da 101 avvocati, predisposto con l’Associazione ContiamoCi e indirizzato alle Procure, alla Corte Costituzionale, alla Commissione Europea, alla Corte di Giustizia dell’Ue, al Consiglio d’Europa e all’Onu (nonché ai militari, alle forze di polizia e a tutti i cittadini italiani) per chiedere a ognuno di avviare, per quanto di sua competenza, «le azioni necessarie a ripristinare lo Stato di Diritto nella Repubblica Italiana». L’esposto, una trentina di pagine, ripercorre i principali passaggi normativi che hanno compresso le libertà fondamentali, in particolare dall’aprile 2021 in poi, cioè dall’obbligo vaccinale per i sanitari a quello per gli over 50, il tutto in uno stato di dichiarata emergenza che ha superato il limite dei 24 mesi previsto dalla legge.

Riportando riferimenti normativi e giurisprudenziali, dati ufficiali e dichiarazioni di esponenti del Governo, i 101 giuristi denunciano cinque macro-violazioni: I) l’usurpazione di poteri costituzionali riservati ad altro organo dello Stato, con l’abuso della decretazione d’urgenza che ha visto l’esecutivo sostituirsi al Parlamento; II) il procurato allarme, con tanto di informazioni false e istigazione all’odio sociale verso i non vaccinati; III) l’attentato alla Costituzione e il sovvertimento dell’ordine democratico, in relazione all’articolo 3 (divieto di discriminazione), art. 4 (diritto al lavoro), 13 (libertà personale), 16 (libertà di circolazione), 24 (diritto di difesa), 32 (diritto alla salute e divieto di trattamento sanitario obbligatorio in violazione del rispetto della persona), 33 e 34 (diritto allo studio), 35 (tutela del lavoro), 38 (assistenza per cittadini sprovvisti dei mezzi necessari) e 107 (inamovibilità dei magistrati); IV) la violazione del superiore diritto europeo; V) l’abuso d’ufficio.

Davanti al ripetuto calpestamento dei diritti fondamentalitra cui appunto quello al lavoro, alcuni avvocati stanno anche osservando una forma di digiuno. Tra loro l’avvocato Lucio Fonti Castelbonesi, 54 anni, tra i firmatari dell’esposto di cui sopra, che dal 15 febbraio assume «solo acqua con un pizzico di sale e mezzo limone», come riferisce alla Nuova Bussola, spiegando di aver ricevuto la solidarietà di diversi colleghi, vaccinati e non vaccinati, ma non dell’Ordine. Uno «sciopero della fame», come lo chiama, a oltranza, che intende proseguire fino a quando la salute glielo permetterà, per testimoniare la gravità del comportamento di governanti, i quali, «impedendo di lavorare a chi non ha il green pass rafforzato, hanno minato le fondamenta della Repubblica, che secondo la Costituzione è fondata sul lavoro. Hanno sostanzialmente introdotto la pena di morte per affamamento per i “dissidenti politici” e le loro famiglie, perché alla logica non si sfugge: se non lavori, non ti puoi sostentare e, prima o poi, non potrai mangiare». Secondo l’avvocato Fonti «nessuno può impadronirsi della nostra libertà, che ci viene dal diritto naturale e dall’essere figli di Dio, e rilasciarcela poi sulla base di una tessera».

Scioperi della fame sono stati annunciati fin da fine gennaio anche da avvocati dell’Unione per le Libertà Fondamentali (Ulf): «C’è chi l’ha fatto per 5 giorni, chi per 8-10, a libera scelta, anche con delle staffette tra di noi», spiegano alla Bussola due legali del gruppo, che chiedono di rimanere anonimi anche per non danneggiare i propri assistiti. L’Ulf riunisce già «200 avvocati, di 50 diversi fori d’Italia più una decina di associazioni che comprendono molti altri legali». Oltre a rivolgersi al Consiglio d’Europa, delegati dell’Ulf hanno incontrato i gruppi parlamentari e presentato una ventina di istanze in altrettante Prefetture per chiedere al Governo di non porre la fiducia per la conversione del DL 1/2022 (da ieri in aula, alla Camera). Perché «di fronte a una tale compressione di libertà fondamentali non si può prescindere da un ampio dibattito parlamentare. Se verrà posta la fiducia, e sarebbe la 40^ volta, il Parlamento non potrà emendare il testo, quando invece dovrebbe adeguare le misure alla situazione sanitaria di oggi, perché i dati non sono più quelli di due anni fa né quelli di due mesi fa quando è stato fatto il decreto. Noi non siamo contro i vaccini, ma giuristi che difendono le libertà e vogliono riportare il dibattito entro i confini dei diritti fondamentali. Tra i nostri assistiti abbiamo persone che hanno difficoltà ad andare avanti tutti i giorni perché hanno una morte sociale, civile, non possono lavorare, non possono prendere un mezzo pubblico, ecc. Senza dimenticare la discriminazione verso i bambini».

Un impegno ad ampio raggio, dunque, come pure quello del neonato “Gruppo 15 febbraio e oltre”, sorto a seguito della manifestazione spontanea di otto giorni fa davanti al foro di Milano. Si tratta già di 70 avvocati, convinti di dover levare la loro voce a difesa dei diritti costituzionali. A far parte del gruppo anche l’avvocato Mirella Manera, secondo cui «la gestione del Covid-19 sta sempre più disvelando la volontà di introdurre un capitalismo di controllo nel quale le persone possono accedere ai diritti solo se in possesso di un certificato di conformità, che oggi riguarda la salute ma domani ben potrebbe avere ad oggetto altre tematiche, come quella cosiddetta “green”». Il tutto giustificato in nome dell’emergenza, «protratta oltremodo» e che «ha di fatto attenuato, fino quasi ad annullarlo, il funzionamento della nostra democrazia».

di Ermes Dovico – Lanuovabq.it

4 pensieri riguardo “Sempre più avvocati contro il green pass: grave privazione dei diritti e delle libertà

  • 24 Febbraio 2022 in 1:28
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    da;www.eventiavversinews.it

    Gli azionisti di Pfizer & Moderna se la danno a gambe. Che succede?

    “………..l 50% del budget dell’FDA proviene da Pharma… a causa dell’imperativo istituzionale che era in atto all’epoca e della velocità con cui hanno cercato di approvare questi prodotti non testati con questa tecnologia non testata, si sono verificate frodi, e qual è la prova di ciò? La FDA, insieme a Pfizer, ha cercato di nascondere i dati clinici.

    Ed è uscito di recente… che il parametro della mortalità per tutte le cause per il prodotto Pfizer è fallito – ciò significa che ci sono stati più decessi nel gruppo vaccino rispetto al gruppo placebo. Normalmente in tal caso, NON hai l’approvazione per tali farmaci. È il gold standard. Mi è stato confermato da tutti i miei colleghi nel settore biotech, erano inorriditi … “……

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    • 24 Febbraio 2022 in 1:39
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      Segue;
      Dowd prevede che Moderna scenderà a zero con la bancarotta poiché emergeranno le frodi legate all’occultamento dei pericoli del vaccino COVID e prevede che Pfizer diventerà un titolo dal valore inferiore a dieci dollari. Dowd spiega che il denaro intelligente ha già lasciato Moderna e presto uscirà anche da Pfizer.

      Dowd prevede una valanga di cause legali in arrivo mentre il settore assicurativo continua a rivelare le legioni di morti crescenti provenienti dalle complicazioni dei vaccini mRNA COVID-19.

      Dowd ha collaborato con un analista del settore assicurativo e ha studiato i sinistri assicurativi sulla vita. Hanno scoperto che da quando OneAmerica ha scioccato il mondo annunciando un aumento del 40% dei decessi non COVID nei dipendenti più giovani della classe operaia, molte altre compagnie assicurative in tutto il mondo hanno visto la stessa cosa: massicci aumenti dei decessi non COVID. E le prove indicano inevitabilmente i vaccini come causa.
      Vedi minuto13:16.

      Nel frattempo, i titoli delle società funebri hanno sovraperformato l’S & P. “Le società di pompe funebri sono titoli in crescita. Hanno avuto un grande anno nel 2021 rispetto al 2020 e hanno sovraperformato l’S & P 500. Il gruppo di pari delle azioni di Funeral Home è aumentato del 40% in più mentre l’S & P è aumentato del 26% – e hanno iniziato ad accelerare in termini di prezzo nel 2021 durante il lancio dei vaccini – Non è necessario essere uno scienziato per unire i puntini.

      Altre compagnie assicurative hanno riportato lo stesso o peggiore numero di decessi di OneAmerica. Ad esempio, “Unum Insurance è in crescita del 36%, Lincoln National più 57%, Prudential più 41%, Reinsurance Group of America più 21%, Hartford più 32%, Met Life più 24% e Aegon – che è un assicuratore olandese – ha visto nel loro ramo statunitense un più 57% nel 4 ° trimestre – nel 3 ° trimestre hanno visto un aumento del 258% delle richieste di risarcimento in caso di morte”.

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      • 24 Febbraio 2022 in 1:43
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        continua..
        E Dowd è fiducioso che non sarà il settore assicurativo(a pagare i danni per morti da “vaccino”-mota mia). Un tribunale francese ha già stabilito che una compagnia di assicurazione sulla vita non può essere ritenuta responsabile per un decesso a causa del vaccino mRNA.

        Ma questo non spiega come i produttori di mRNA possano essere ritenuti responsabili di un prodotto di emergenza per cui è stato deciso sia esente da responsabilità. I produttori di vaccini non sono immuni dalle cause legali?

        Dopotutto, hanno ottenuto l’EUA, l’autorizzazione specializzata all’uso di emergenza, il che significa che non possono essere ritenuti legalmente responsabili per decessi o eventi avversi derivanti dai vaccini sperimentali.

        L’idea è che nessuna azienda – su richiesta del governo – dovrebbe pagare per complicazioni impreviste derivanti da un prodotto di emergenza che hanno fornito al mondo… per bontà del cuore, con le migliori intenzioni. Giusto?

        Sbagliato – non quando la tua azienda lo fa attraverso l’inganno, noto anche come frode.

        La frode annulla tutte queste protezioni. Se un’azienda o una persona inganna intenzionalmente un’altra persona per trarne profitto, abbiamo una frode. Se i dati di Pfizer hanno mostrato un aumento della mortalità per tutte le cause e loro lo hanno nascosto per motivare le persone a ricevere il vaccino sostenendo che fosse sicuro, allora la frode esiste.

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  • 24 Febbraio 2022 in 0:56
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    Bravissimi Avvocati.Del resto il Diritto presuppone una etica e oggi siamo in mano a persone amorali e asociali senza scrupoli che vanno contro ogni legge naturale dell’ uomo

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