Capezzone: «Agenda delle riaperture appare vuota e farlocca. Punture coatte anche dopo il 15 giugno»

Pochi spiragli sul certificato: al massimo, una revoca per le attività all’aperto. Lunedì, in commissione, il voto per vincolarlo alla fine dell’emergenza. Intanto il governo alza il tiro: «Punture coatte anche dopo il 15 giugno».

Dunque, un inizio di resa dei conti può scattare già da dopodomani, lunedì. Come la Verità ha anticipato in esclusiva nell’edizione di ieri mattina, proprio per la giornata di lunedì in commissione Affari sociali della Camera è stato fissato il voto di un emendamento cruciale a uno degli ultimi decreti pandemici rimasti sul tappeto.

In teoria, nel gioco del rimpallo tra Montecitorio e Palazzo Madama, stavolta sarebbe la Camera ad avere la possibilità di un esame vero del provvedimento, quindi con l’opportunità di approvare modifiche sostanziali, mentre poi – una volta emendato – il testo arriverebbe «blindato» al Senato.

E in questa chiave la Lega (con un emendamento a firme Panizzut, Boldi, Foscolo, Lazzarini, Paolin, Sutto, Tiramani, Zanella e Borghi) propone che «le disposizioni in materia di impiego delle certificazioni verdi» siano «abrogate a decorrere dalla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica», che com’è noto scade il 31 marzo. Come dire, green pass e stato d’emergenza simul stabunt aut simul cadent: o vivranno insieme o dovranno venir meno insieme.

In pratica, la proposta emendativa pone il governo davanti alla necessità di sciogliere una volta per tutte il nodo. O l’esecutivo accetta la linea del Carroccio, oppure l’esecutivo dovrebbe (il che sarebbe un azzardo surreale) prorogare ulteriormente lo stato d’emergenza.

Attenzione, però: in prima battuta il governo, attraverso i sottosegretari Andrea Costa e Caterina Bini, ha preannunciato parere contrario all’emenedamento: e questo arroccamento sarebbe una scelta gravissima da parte dell’esecutivo, paragonabile (su altro provvedimento: in quel caso, la delega fiscale) a una forzatura sul catasto. Benzina sul fuoco della verifica politica. Realisticamente, per ovvie ragioni numeriche, sarà decisivo l’atteggiamento dei 5 stelle, che tuttora contano ben 157 deputati a Montecitorio.

Ma questa prima «impresa» al sottosegretario Costa non è bastata, e così ieri ha pensato bene di ventilare perfino una proroga dell’obbligo vaccinale oltre il 15 giugno: «Siamo di fronte a una norma che è stata approvata e che prevede l’obbligo vaccinale per gli over 50 fino al 15 giugno, quindi con questo dobbiamo fare i conti e dobbiamo procedere nel rispetto di questa regola. Valutiamo quali saranno i dati delle prossime settimane e poi alla scadenza dell’obbligo. Il governo farà le dovute valutazioni», ma «non si può escludere una proroga, assolutamente no».

Il che appare francamente grottesco: che senso ha insistere sull’obbligo nella stagione estiva? E che senso ha forzare nei confronti di una fascia di italiani che – a quel punto – avrebbe già da sei mesi detto no all’iniezione obbligatoria? Ma Costa ha tenuto il punto: «C’è ancora una platea di italiani over 50 che non si è vaccinata. Noi contiamo che si restringa ancora, poi a ridosso della scadenza faremo le valutazioni. Quello che dobbiamo dire è che l’obbligo vaccinale per gli over 50 c’è, è una legge, e fino al 15 giugno questo obbligo permane».

Ad aggravare il quadro, Costa si è tenuto estremamente vago sul superamento delle restrizioni, con ampio uso del gerundio: «È un’ipotesi su cui stiamo ragionando» quella di andare verso la rimozione del green pass per le attività all’aperto, ha detto a 24 mattino su Radio 24. «Da parecchi giorni – ha aggiunto – i dati sulla pandemia e sulle ospedalizzazioni sono positivi, quindi è chiaro che andremo in quella direzione e con la fine dello stato di emergenza sicuramente inizierà una fase nuova con un allentamento delle misure restrittive. Con la gradualità con le quali le abbiamo introdoe, ci avvieremo ad un’eliminazione delle misure restriive». Come si vede, nessun parametro oggettivo preventivamente conoscibile, nessuno strumento per consentire ex ante agli italiani di sapere cosa accadrà, ma tutto rimesso alla imperscrutabile discrezionalità di Roberto Speranza.

Stessa vaghezza sul tema delle mascherine al chiuso: «È un tema sul quale stiamo ragionando e riflettendo. Abbiamo dato un primo segnale con l’eliminazione delle mascherine all’aperto e certamente nelle prossime settimane valuteremo la questione delle mascherine al chiuso, anche qui facendo delle valutazioni tra quelli che sono i luoghi più affollati rispetto a quelli dove c’è una minore concentrazione di persone. Dobbiamo però affrontare tutto con gradualità, ma dovremo comunque terminare la campagna di vaccinazione per tutti coloro che non hanno ricevuto la terza dose. Questo è l’obiettivo che dobbiamo raggiungere per non vanificare tutti i sacrifici che abbiamo fatto in questi anni».

E così viene spacciata per concessione la recente fine dell’assurdo obbligo di mascherina all’aperto, e con questo escamotage si calcia la palla in tribuna sulla fine di ogni altra restrizione, tranne quelle relative alle altre attività all’aperto: «Portare la capienza degli stadi al 100% è un obiettivo del governo assolutamente raggiungibile per il 31 marzo, ma mi assumo la responsabilità di dire che dobbiamo fare uno sforzo in più: il 24 marzo abbiamo la partita della Nazionale a Palermo e credo che possiamo provare a ragionare sull’ipotesi che per quella partita si possa arrivare al 100% della capienza».

Insomma, la presunta agenda delle riaperture appare quanto mai vuota e farlocca: mascherine all’aperto, discoteche (ma al chiuso solo al 50%), stadi e attività all’aperto. Su tutto il resto, il sovrano farà sapere ai sudditi le novità: siamo ancora a questo spiacevolissimo punto.

di Daniele Capezzone – La Verità

2 pensieri riguardo “Capezzone: «Agenda delle riaperture appare vuota e farlocca. Punture coatte anche dopo il 15 giugno»

  • 19 Febbraio 2022 in 12:43
    Permalink

    Bill Gares stesso ha detto oggi che “purtroppo” omicron è una specie di vaccino produce immunità meglio dei vaccini!!!
    Quindi conferma che l’immunità naturale è migliore dei veleni genici!!
    (gli dispiace questo ma dice che arriverà un altro patogeno e i “vaccini” saranno piu’ veloci dell’ immunita’ naturale).Gli dispiace al criminale perchè non ci puo’ sottoporre al loro prodotto contenente nanotecnologie

    da; rt.com 19 Feb, 2022 02:46-HomeWorld News
    Bill Gates says Omicron ‘sadly’ spreads immunity faster than vaccines
    “Sadly, the virus itself – particularly the variant Omicron – is a type of vaccine. That is, it creates both B cell and T cell immunity. And it’s done a better job of getting out to the world population than we have with vaccines.” – Bill GatesSadly?pic.twitter.com/BJR0WECwDr
    — Laura Dodsworth (@BareReality) February 18, 2022

    Articolo che chiarisce che dal Novembre 2021 si ha certezza della presenza di nanotecnologie nei “vaccini “(trovate i vari studi e immagini);
    da; forlifeonearth.weebly.com/transhumans-reports-on-the-composition-of-nano-technological-covid-vaccines.html

    We have known since November 2021, with solid evidence and analysis, that the so-called vaccines are not vaccines but very high-tech concoctions, including different kinds of nanotechnology.

    Vi è solida evidenza dal Novembre 2021 da piu’ ricercatori che vi è nanotecnologia nei “vaccini” covid, inclusi nano routers, nanosensori,superconduttori ,etc.Questo ora spiega l’insistenza del governo a “vaccinare” il 100% dai 5 anni in su e la richiesta della pfizer di rendere pubblici i dati sulla registrazione del prodotto tra 70 anni!

    Guarda caso poi che i russi e cinesi non hanno voluto il controllo corporeo USA e hanno i loro vaccini!!
    PS; Questo ora spiega l’insistenza del governo a “vaccinare” il 100% e la richiesta della pfizer di rendere pubblici i dati sulla registrazione del prodotto tra 70 anni!
    Guarda caso poi che i russi e cinesi non hanno voluto il controllo corporeo USA e hanno i loro vaccini!!
    PS; Le nanotecnologie inserite interagiscono con il bluetooth dei telefonini e trasmettono e ricevono cosi’ degli input? Trattandosi infatti di nanotecnologie non hanno capacità tali da comunicare senza aiuto a lunga distanza.
    Per questo motivo vogliono tutti con telefonino e green pass?

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  • 19 Febbraio 2022 in 11:58
    Permalink

    Staccare la spina a questo Governo è l’unico modo per vedere se questo Paese puo’ ancora sopravvivere
    o se è destinato all’accanimento terapeutico.

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