Allevatori (Aia): fermare stalle è affossare settore strategico

C’è “piena sintonia” nel sistema allevatoriale con le preoccupazioni del mondo agricolo per la pericolosa piega che stanno prendendo sia il caro-prezzi, sia le manovre speculative che impediscono una equa distribuzione del valore lungo la filiera agroalimentare.

«Siamo di fronte ad un vero e proprio accerchiamento – commenta Aia, associazione italiana allevatori – da un lato, aumenti vertiginosi di alcuni costi essenziali per la vita di qualsiasi impresa, dall’altro la scarsa o nulla remunerazione del prodotto all’origine. Si prenda solo ad esempio il prezzo del latte alla stalla (o delle carni) fermo in alcuni casi alle quotazioni di oltre venti anni fa. Ma c’è anche dell’altro: il non riconoscimento del valore delle produzioni associato a fenomeni speculativi quali quelli delle vendite sottocosto che si configura come un vero e proprio furto ai danni dei produttori. C’è poi il ruolo dei trasformatori, non di rado artefici di pratiche commerciali sleali».

Le manifestazioni organizzate di fronte alle Prefetture di diverse città italiane dalla Coldiretti, volte a sensibilizzare il Governo nazionale sulle grandi difficoltà che stanno attraversando le imprese e le famiglie italiane per il costo energetico e per i rincari speculativi dei fattori di produzione, trovano la condivisione del sistema allevatoriale. Numerosi allevatori associati e dirigenti hanno infatti preso parte in tutta Italia ai sit-in di protesta, portando in piazza in particolare a Roma anche la bovina “Giustina”, a simboleggiare le richieste per un prezzo del latte equo.

Tra i dirigenti di A.I.A. presenti ai presìdi, anche il presidente Roberto Nocentini: «condividiamo pienamente le preoccupazioni e le richieste espresse al Governo dalla mobilitazione. Senza interventi rapidi si rischia di fermare le stalle nazionali, e questo può affossare definitivamente un settore che già ha sofferto parecchio durante i quasi due anni di fermo a causa della pandemia. Non ce lo possiamo permettere: la zootecnia, infatti, è strategica per l’agroalimentare made in Italy».

Askanews

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