Corte Costituzionale: inammissibile il referendum sulla cannabis

La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum sulla depenalizzazione della coltivazione della cannabis. Il referendum proponeva di intervenire sia sul piano della rilevanza penale, sia su quello delle sanzioni amministrative di una serie di condotte in materia di droghe.

Sono in tutto cinque i referendum ammessi dalla Corte costituzionale in materia di giustizia. A dare la notizia è il presidente della Consulta Giuliano Amato, scrive SkyTg24. Quelli dichiarati ammissibili riguardano l’abrogazione delle disposizioni in materia di incandidabilità, la limitazione delle misure cautelari, la separazione delle funzioni dei magistrati, l’eliminazione delle liste di presentatori per l’elezione dei togati del Consiglio superiore della magistratura, il voto avvocati sui magistrati. «I suddetti quesiti sono stati ritenuti ammissibili perché le rispettive richieste non rientrano in alcuna delle ipotesi per le quali l’ordinamento costituzionale esclude il ricorso all’istituto referendario», ha spiegato la Corte in una nota.

Respinti invece i quesiti sulla cannabis e un quesito sulla giustizia, quello della responsabilità civile dei magistrati. Ieri la decisione di rifiutare il quesito sull’eutanasia. «Questa Corte il suicidio assistito a determinate condizioni lo ha già depenalizzato. È la parola eutanasia che ha portato tutto questo: in realtà il quesito era sull’omicidio del consenziente che apriva a una serie di casi troppo più ampi», ha spiegato Amato.

 

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