Enrico Ruggeri: «La schiavitù mentale è più forte di quella legislativa»

Il noto cantautore Enrico Ruggeri, con un tweet, riesce a sintetizzare ciò che i testi di sociologia spiegano in modo approfondito.

Dopo quasi due anni di mertellamento mediatico, il risultato non poteva che essere questo: una popolazione ipocondriaca, depressa, ansiosa e divisa socialmente tra «bravi» e «cattivi».
Non hanno lasciato nulla al caso, tutto è iniziato con gli «arresti domiciliari», chiamato lockdown per addolcire la pillola. In seguito hanno presentato l’arrivo del farmaco genico sperimentale (a meno 80 gradi centigradi) in pieno stile hollywoodiano, con scorta, elicotteri e l’claque di medici in camice bianco felici di spellarsi le mani per gli applausi.

E non importa se dopo qualche mese qualcuno andava in giro tra i banchi del mercato di Ballarò a Palermo cercando d’iniettare agli ambulanti lo stesso siero tra cozze, orate e fagiolini.

Hanno reclutato virostar allineati alla narrazione voluta dal governo, i quali, oltre a prospettare ipotesi catastrofiche, demonizzavano chiunque si sognasse di porre qualche domanda fuori dal gregge. Così come la stragrande maggioranza di giornaloni e Tv (perfettamente allineati al pensiero unico) terrorizzavano con i loro «bollettini di guerra» il popolino: statistiche risultate, in seguito gonfiate, non del tutto attendibili. Dove anche chi finiva macellato sotto un tram veniva catalogato tra i decessi covid se, una volta ritrovato il naso, il tampone (anch’essi non del tutto attendibili) fosse risultato positivo al terribile vairus (copyright del Ministro degli esteri Luigi Di Maio).

E adesso, nonostante che il super green pass non abbia nulla a che fare in ambito scientifico, anche se Walter Ricciardi continua ad affermare che i possessori del pass discriminatorio non possono infettarsi, quindi a loro volta non infettare, tutti coloro che non offrono il braccio alla patria vengono ghettizzati socialmente, perdendo perfino il diritto al lavoro.

Caro Enrico Ruggeri, la museruola all’aperto è evidentemente soltanto la punta dell’iceberg.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *