«Binge drinking», lo sballo che manda i ragazzi in ospedale

Gli amici, la voglia di sballarsi, l’alcol e due minorenni finiscono in ospedale. Ad avere bisogno dell’aiuto dei medici, nelle ultime ore, sono stati una 17enne e un 15enne di Firenze. Si tratta però solo degli ultimi esempi di quello che si chiama “Binge drinking” (letteralmente ‘abbuffata di alcolici’ ndr), fenomeno sempre più diffuso tra i giovanissimi.

I ragazzi di Firenze finiti in ospedale

Secondo quanto racconta FirenzeToday, la 17enne ieri, sabato 12 febbraio, è uscita con un’amica dicendo alla madre che sarebbe rimasta a cena fuori e poi a dormire dalla coetanea. La donna ha però ricevuto la chiamata dell’ospedale, dove la figlia era stata portata sotto gli effetti del alcol. Il secondo caso coinvolge invece un 15enne ha fatto fuori un’intera bottiglia di vodka. “Ero al bar ma poi non ricordo nulla”, ha detto agli agenti sopraggiunti in serata in ospedale.

L’abbuffata di alcolici

La 17enne e il 15enne di Firenze, come detto, non sono “casi rari”. Tutto il contrario. Quello del “Binge drinking” è un fenomeno sempre più diffuso. Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità (su rilevazioni sul consumo di alcolici in Italia del sistema di sorveglianza “Passi” cioè Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), è una “moda preoccupante”, venuta dai Paesi nordici e sempre più diffusa anche in Italia, con punte oltre il 21% negli uomini della Provincia autonoma di Trento, dove si registra anche il maggior numero di bevitori fuori pasto (15% di tutti gli intervistati).

Secondo la fotografia scattata dalle Asl, il 42% dei 18-34enni che fanno binge drinking consuma bevande fuori pasto: una percentuale che scende al 16% nella fascia di età tra i 35-49 anni e al 9% tra i 50-69enni. Inoltre, il 60% dei giovani che ha fatto un uso smodato di alcol negli ultimi 30 giorni concentra nel weekmend il consumo di bevande alcoliche. Il binge drinking sembra comunque una prerogativa degli uomini: appena il 2% delle donne riferisce questa modalità di consumo. Si tratta di un fenomeno prettamente giovanile.

Ci sono nette differenze tra regioni settentrionali e meridionali: mentre in Trentino il binge drinking riguarda circa il 24% dei ragazzi nella fascia di età tra 18-34 anni, in Emilia Romagna interessa un giovane su dieci. La regione più virtuosa è la Campania, con il 3% di binge drinker. Un gradiente tra Nord e Sud esiste anche nel consumo abituale di vino o birra. Mentre in Trentino ed Emilia Romagna il 69% degli intervistati ha dichiarato di aver consumato almeno un’unità alcolica (circa un bicchiere di vino) negli ultimi 30 giorni, in Campania lo ha fatto solo il 48% del campione analizzato.

Un problema strettamente legato al consumo di alcol, in particolare il consumo ludico ed esagerato, è quello della sicurezza stradale. Tra chi ha dichiarato di aver guidato un’auto o una moto negli ultimi 30 giorni, circa il 14% si è messo alla guida dopo aver bevuto 2 o più bicchieri nell’ora precedente. Non dimostrano maggiore prudenza neanche i più anziani: la guida sotto l’effetto dell’alcol riguarda infatti il 12% dei 65-69enni. Allarmanti, poi, i dati tra i bevitori smodati: in Emilia Romagna il 40% dei binge drinker si è messo al volante sotto l’effetto dell’alcol, scrive Today. Da sottolineare che questo dato è superiore al valore pur elevato (30%) registrato in Trentino, nonostante che i consumi complessivi in questa provincia siano maggiori. Un fatto, questo, che potrebbe essere spiegato con l’efficacia delle campagne informative messe in campo nella provincia di Trento per contrastare gli incidenti stradali.

Immagine di repertorio

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