Oggi, 10 febbraio, è il giorno del ricordo: si commemorano i massacri delle foibe

Oggi è il giorno del ricordo, si commemorano i circa 10mila italiani morti durante gli eventi che portarono ai massacri delle foibe e al conseguente esodo istriano. La giornata venne istituita nel 2004, dopo i falliti tentativi del 1995, 1996 e 2000. Nella legge approvata alla Camera nel marzo del 2004 si sottolinea che la sua istituzione ha come fine di: «Conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale», si legge su Il Giornale d’Italia.

Cosa furono le foibe

Le foibe sono buche, o “inghiottitoi”, naturali che sprofondano anche per diversi metri. Qui furono ammassati i corpi di migliaia di giovani italiani durante la guerra di resistenza combattuta in Venezia Giulia, nel Quarnaro e in Dalmazia. Tanti fascisti, ma anche italiani autoctoni, impiegati statali e persone che poco avevano a che vedere con le vicende storico politiche di cui furono vittime. Questo accanimento contro gli italiani portò all’esodo forzato di, si stima, oltre 250.000 persone nel periodo compreso fra il 1945 e il 1946. Anche una volta finita la Seconda Guerra Mondiale, i partigiani di Tito non smisero di adoperarsi nella loro opera di pulizia etnica. Gli italiani vennero “epurati” dalla Jugoslavia ancora per diverso tempo.

Le polemiche

Ma a distanza di anni non si placano le polemiche attorno a questa giornata. Ultimo in ordine di tempo è stato Tomaso Montanari, rettore dell’Università per stranieri di Siena, che ha definito il giorno del ricordo: «Un uso politico della memoria e revanscismo fascista». Durante un seminario svoltosi durante la giornata di ieri Montanari ha continuato definendola: «Un’iniziativa scientifica e non politica – e ancora – sono convinto che i morti delle foibe, una pagina tragica della nostra storia, sia stata strumentalizzata da qualcuno, e questo qualcuno sono i fascisti». L’intervento del rettore è stato seguito da un’ondata d’indignazione da parte di diversi esponenti della destra. Tiziana Nisini, sottosegretario al Lavoro della Lega, ha puntato il dito contro Montanari, accusato «non perdere occasione per mancare di rispetto ai martiri delle foibe». E ancora, l’eurodeputata Susanna Ceccardi (Lega) ha pregato Montanari «di farla finita con queste baggianate giustificazioniste, revisioniste o negazioniste: alle vittime italiane del massacro perpetrato dai comunisti di Tito deve essere dato lo spazio e il rispetto che meritano».

Il discorso di Draghi

Anche le istituzioni si fermeranno per ricordare i caduti delle foibe, fa sapere Il Giornale d’Italia. È prevista per il pomeriggio la cerimonia ufficiale in memoria delle vittime. La commemorazione sarà aperta dal discorso della presidente del Senato, Elisabetta Casellati, cui seguirà quello del presidente della Camera, Roberto Fico. Infine l’intervento del presidente del Consiglio Mario Draghi. Sarà presente anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il vicepresidente della Corte costituzionale, Daria de Pretis, il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi di Maio e il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi.

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