Catania, Pfizer licenzia 130 dipendenti tramite Whatsapp

Come in una scena di Squid Game. Dal 3 febbraio più di 650 dipendenti dello stabilimento catanese di Pfizer sono rimasti in attesa di sapere chi esattamente avrebbe colpito la scure dei licenziamenti annunciati dalla multinazionale americana. Soltanto nel pomeriggio del 7 febbraio – si legge su Il Fatto Quotidiano – dopo un weekend di ansia, è stato trasmesso dall’azienda l’elenco dei 130 esuberi. «Ho letto il mio nome nella lista che è girata nelle chat e non riuscivo a crederci: nessuno mi aveva avvertita in questi giorni, anzi, mi era stato detto che non mi avrebbe riguardato. L’ho saputo con un messaggio whatsapp», racconta Elisa Tomasello, che lavora qui da 5 anni e mezzo. «Vivevo a Milano, lavoravo lì. Poi ho visto l’opportunità di tornare a casa a Catania e l’ho afferrata. Prima ho avuto contrattini, poi mi hanno assunta a tempo indeterminato. Sono in un reparto di grande responsabilità, quello che si occupa del rinnovo della licenza dei farmaci, delle gare di appalto. In questi anni ho progettato una vita qui e ho rinunciato alle offerte di altre multinazionali perché ero sicura del mio lavoro qui dentro, in una grande azienda che ha prodotto il vaccino anti- Covid, ricevendo molte commesse pubbliche».

E invece il gruppo ha deciso di tagliare: «Due reparti completamente chiusi, ne resta uno solo in piedi per la produzione del Tazocin» un antibiotico per iniezione fa sapere Il Fatto. Saranno 130 persone a vedere stralciato il contratto a tempo indeterminato, mentre per 50 interinali il contratto non verrà rinnovato a febbraio e per altri 60 da qui ad agosto, spiega Graziella Faranna, Rsu Filctem Cgil. Una mannaia che oscura l’orizzonte: «La cosa peggiore è che non abbiamo prospettive».

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