Che cos’hanno da applaudire i parlamentari davanti al j’accuse di Mattarella?

Un Sergio Mattarella inedito si sfoga, in un discorso-arringa di 37 minuti sulla dignità, in cui elenca tutte le cose – tante, troppe – che non funzionano in Italia. Dalla politica inconcludente alla giustizia ingiusta da riformare “profondamente”. E si toglie molti sassolini dalle scarpe. Nei confronti dei partiti, ma anche dei magistrati. Esaltando la centralità del Parlamento spesso mortificato nei processi decisionali dove il potere esecutivo prevarica su quello legislativo non lasciandogli i tempi adeguati per valutare. Con un approccio da picconatore che fa venire in mente il miglior Cossiga.

Moltissime le interruzioni e gli applausi al j’accuse del Presidente della Repubblica da parte di senatori e deputati incoerenti che in realtà erano i veri destinatari dei rimbrotti di Mattarella. E che, invece di andare a nascondersi per l’imbarazzo, si spellavano le mani davanti alla crudezza delle accuse provenienti dal pulpito bispresidenziale.

Si capisce che si apre un settennato conflittuale e dialettico dove ci si augura che Mattarella non si ritragga nel ruolo passivo di arbitro inerme e silente (o mummia come qualcuno lo ha definito). E voglia aggiungere la sua voce e il suo peso istituzionale alle migliaia di italiani senza voce, dimenticati da un Palazzo romano inconcludente e autoreferenziale e soccombenti nelle loro quotidiane vite minuscole e vessate dal Potere.

di Angelo Maria Perrino – Affari Italiani

Un pensiero su “Che cos’hanno da applaudire i parlamentari davanti al j’accuse di Mattarella?

  • 4 Febbraio 2022 in 9:53
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    Ha ragione questo presidente!!! Dovrebbe andare a cercare quello che c’e stato prima di lui, che non ha fatto niente e anzi, si e’ opposto con tutte le sue forze alla Costituzione, e farlo mettere in galera!!!

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