Al via i giochi invernali di Pechino: cornice all’incontro tra Xi Jinping e Vladimir Putin

Cominciano ufficialmente oggi, alle 20 ora locale, le 13 in italiana, i Giochi Olimpici invernali di Pechino: Olimpiadi con i quali la Cina vuole mostrare al mondo la propria potenza ma che si tengono in una rigida bolla di sicurezza di misure anti-Covid e offuscati dalle critiche al governo e alle polemiche per il boicottaggio diplomatico.

La cerimonia si tiene nel Nido d’uccello, lo stesso dove si tenne la cerimonia per l’apertura dei Giochi nel 2008; e così Pechino diventerà la prima città al mondo ad avere ospitato tanto le Olimpiadi estive che quelle invernali. Il grande frullatore olimpico che terminerà domenica 20 febbraio quando il testimone passerà all’Italia, a Milano Cortina 2026.

I 7 paesi che hanno aderito al boicottaggio

All’evento, sarà presente il presidente Xi Jinping, affiancato da quello russo Vladimir Putin, a conferma del rafforzamento dell’alleanza strategica tra Russia e Cina anche sullo sfondo della crisi ucraina. Ma non ci saranno tra gli altri Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada e Australia che hanno organizzato un boicottaggio diplomatico in segno di protesta per la situazione dei diritti umani in Cina, in particolare le sorti della minoranza Uigura nello Xinjiang.

Alla fine, il boicottaggio, si estende a soli sette Paesi (su 91 partecipanti), ma comunque scontenta il regime. Alla cerimonia saranno comunque presenti altri importanti capi di Stato come Abdel Fattah al-Sisi (Egitto), Mohammed bin Salman (Arabia Saudita) o Kassym-Jomart Tokaiev (Kazakistan).

Durante la cerimonia sfileranno i veri protagonisti dei Giochi, ovvero gli atleti che quest’anno saranno 2.874 (1.291 donne e 1.583 uomini) in rappresentanza di 91 Nazioni. Ci sarà la novità assoluta di Haiti e persino l’Arabia Saudita. Saranno assegnate medaglie in 109 eventi con una quasi parità anche di genere: 52 le competizioni maschili, 46 quelle femminili e 11 gare miste.

Filo conduttore sarà la pace e l’unità. I concetti che saranno evidenziati nel corso della cerimonia d’apertura, il desiderio e la volontà della Cina di perseguire la pace nel mondo, l’esaltazione del motto olimpico ‘più veloce, più alto, più forte – insieme’ e proprio con la parola insieme, introdotta recentemente dal Comitato Olimpico Internazionale, c’è lo slogan di Pechino 2022, “insieme per un futuro condiviso”.

Casi Covid

Dall’inizio dei controlli, il 2 gennaio, sono 359 i casi di positività registrati nella bolla olimpica.I dati sono del comitato organizzatore spiegando che solo nella giornata di mercoledì sono stati registrati 55 nuovi contagi, di cui 26 all’aeroporto di Pechino e 29 a seguito dei controlli effettuati all’interno dei sistema delle bolle. Dei nuovi positivi, 29 sono atleti e funzionari delle varie delegazioni e altri 26 sono persone coinvolte a vario titolo nei Giochi.

La tregua olimpica della Corea del Nord

Il dittatore nordcoreano Kim Jong-un ha inviato “calorose congratulazioni” al presidente cinese Xi Jinping per l’apertura dei Giochi Olimpici, un messaggio nel quale gli analisti intravedono il segnale che Pyongyang non disturberà l’alleato cinese con il lancio di missili durante le Olimpiadi, bensì rispetterà la ‘tregua’ olimpica.

Kim si è congratulato con Xi Jinping per i Giochi che si svolgono, si legge nel messaggio diffuso dall’agenzia di Stampa ufficiale, Kcna, “nonostante la crisi sanitaria mondiale e circostanze difficili senza precedenti”. L’omaggio è evidente: “La torcia olimpica accesa a Pechino dimostra chiaramente che non c’e’ difficolta’ o sfida che impedisca al popolo cinese di andare avanti con costanza”.

E l’interpretazione del gesto da parte degli analisti che studiano ogni singolo movimento all’interno dell’imperscrutabile regime e’ unanime: il dittatore nordcoreano ha effettuato sette diversi test missilistici nell’ultimo mese, che hanno messo “molto a disagio” Pechino, spiega Cheong Seong-chang, del Center for North Korea Studies presso il Sejong Institute a Seul; adesso ci sarà una tregua.

“Dal momento che Kim Jong Un ha inviato un messaggio di congratulazioni, la Cina può confidare nel fatto che Pyongyang desista da ulteriori test militari durante le Olimpiadi“. Concorda anche Yang Moo-jin, che insegna all’Universita’ di studi della Corea del Nord: e’ “altamente improbabile” che Pyongyang possa “infastidire” Pechino durante i Giochi. “La Cina evidentemente non vuole alcuna tensione militare durante i Giochi. Inoltre, le Nazioni Unite hanno esortato tutti i Paesi a rispettare una tregua durante i Giochi Olimpici, il che aggiunge un altro elemento di pressione”.

Agi

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