Italia: più facile superare il confine che andare in banca o alla posta. Gli svizzeri: fate acquisti da noi

L’appello dal Mendrisiotto. A chi è solo di passaggio, l’ingresso nel Paese è libero.

Una feroce guerra commerciale potrebbe scatenarsi al confine svizzero dove, a differenza dell’Italia, basta la mascherina per entrare nei negozi. La miccia sarebbe proprio il green pass, il delirante fardello di regole unico in Europa, che da ieri è richiesto ovunque, nel nostro Paese, a eccezione solo dell’acquisto di alimentari, farmaci e carburante.

Ha fiutato l’opportunità Carlo Coen, presidente della Società commercianti del Mendrisiotto. Interpretando un sentimento diffuso tra molti commercianti della frontiera, al Corriere del Ticino, quotidiano elvetico, ha dichiarato: «So che oltre confine ci sono persone che si sentono danneggiate dalle nuove misure, per loro le possibilità per fare acquisti saranno quindi solo due: o online o in Svizzera. Noi», ha aggiunto, «siamo pronti ad accogliere queste persone. Da noi basterà la mascherina per entrare, ma in sicurezza, perché le misure che abbiamo predisposto tutelano sia i clienti, sia i lavoratori».

L’invito ha scatenando il dibattito sui social e a cavallo della dogana, soprattutto tra Verbano Cusio Ossola e Como. A stretto giro è arrivato il commento delle associazioni di categoria, come riporta il quotidiano svizzero. «Innanzitutto qualcuno mi deve però spiegare se è economicamente conveniente per i comaschi andare a fare shopping in Svizzera», ha osservato con ironia Claudio Casartelli, presidente di Confesercenti Como, evidenziando che «siamo dinanzi a una provocazione». Il discorso si è quindi ampliato alla più paradossale situazione quotidiana, quella che deve fare i conti con le regole, o meglio, i divieti del green pass, per la lotta alla pandemia che all’estero è portata avanti con la mascherina. «Siamo davanti alla rappresentazione di una realtà sempre più complessa», ha spiegato Casartelli. «Il continuo susseguirsi di regole nuove che sostituiscono o si aggiungono alle vecchie sta creando rigidità che ricadono su chi lavora. All’estero tutto ciò non esiste, a partire dalla Svizzera, ed è inevitabile che dunque si creino varchi dentro i quali si possono inserire iniziative come questa». Il comasco Marco Cassina presidente del Gruppo Moda di Confcommercio ha liquidato la faccenda come un «gioco della parti». Ha messo invece il dito nella piaga, sottolineando l’allarme lanciato pochi giorni, fa il presidente di Confcommercio Como, Giovanni Ciceri. «Il vero problema – ha detto – non è a pochi chilometri da qui, con un’iniziativa quale è quella ticinese che può rientrare nelle idee che si studiano per intercettare clienti, ma dentro i nostri confini. Abbiamo sempre più bisogno infatti di maggior sostegno alle imprese».

Paradossalmente, è più facile passare da uno Stato all’altro che andare in banca o in posta in Italia. Per entrare in Svizzera infatti, per chi non ha il green pass, basta il tampone negativo e la compilazione del modulo SwissPlf. Tutto questo però decade per gli italiani che lavorano nel Paese elvetico (frontalieri), chi transita senza fermarsi attraverso la Confederazione, chi trasporta merci o persone a titolo professionale, nonché le persone che entrano «da regioni confinanti con la Svizzera con le quali esiste uno stretto scambio economico, sociale e culturale». Sono esentati dal test, ma non dal Modulo di entrata, anche i minori di 16 anni. Incredibile ma vero, i controlli alla frontiera italiana sono gli stessi che dovrebbe fare un parrucchiere o un venditore di scarpe. Dal primo febbraio non è più necessario infatti fare il tampone anti Covid per entrare in Italia dalla Svizzera, come anche dagli altri Paesi Ue: serve il green pass base.

di Maddalena Guiotto – La Verità

Un pensiero su “Italia: più facile superare il confine che andare in banca o alla posta. Gli svizzeri: fate acquisti da noi

  • 2 Febbraio 2022 in 13:41
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    Il famoso +6% di PIL che sbandierano è di Dicembre-DOVUTO ALLA SPESA IN DEFICIT AGGIUNTIVA di quasi 300 miliardi Draghi!! La vera situazione degli italiani cavie gratuire di prodotti genici privati sperimentali con unico fine il controllo digitale totale;
    da; lantidiplomatico.it- 2 Febbraio 2022 12:00
    Marta Fana: “Sintesi del 2021…. godiamoci il tappeto verde di Eni a San Remo”di Marta Fana
    Sintesi del 2021:
    – l’80,4% dei nuovi occupati ha un contratto a termine.
    – I salari sono aumentati in media dello 0,6% contro un’inflazione dell’1,9% (a gennaio 4,8% dice oggi l’Istat)
    – Il Pil è aumentato del 6,4%.
    – 1200 persone sono morte mentre lavoravano…………….
    (PS; a Gennaio siamo a -2% di PIL e citta’ vuote, lockdown mascherato e lavoro solo per le cavie gratuite)

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