Quirinale, nuove formazioni col Mattarella bis: federazione di destra, Di Maio col Pd, Conte da solo

Ora cambia tutto. L’esito finale della corsa al Quirinale rischia di scompaginare completamente la politica italiana. Il Mattarella bis non sarà una soluzione indenne per tutti, anzi quasi per nessuno. Lo riassume bene Matteo Renzi nella sua enews: “Per come sono andate le cose e per la clamorosa sconfitta di sovranisti alla Salvini e populisti alla Conte, si apre un periodo mooooooolto interessante nella politica italiana. Il camper, intanto, scalda i motori”.

Quirinale, Salvini spacca il centrodestra in tre pezzi

La prima conseguenza ovvia è nel campo del centrodestra, che si ritrova spaccato addirittura in tre. Matteo Salvini ha cercato a tutti i costi di fare il kingmaker, o il queenmaker, ma gli è andata male. Anzi malissimo. Non solo ha provocato l’ira di Giorgia Meloni, che si è sentita tradita, ma anche di Forza Italia, che ha lavorato in sintonia con il Partito democratico anticipando la svolta del Carroccio sul bis di Mattarella. Inedito “successo”, ottenere una spaccatura sia con la destra radicale sia con quella moderata. Senza contare i malumori interni che hanno portato Giancarlo Giorgetti sull’orlo delle dimissioni.

Per rilanciare l’azione di una coalizione che ora sembra davvero disarticolata, Salvini è tornato a proporre l’idea della cosiddetta “federazione”. “C’è chi ha voluto tradire e distruggere il centrodestra? Noi lo ricostruiremo più forte di prima, ma senza trasformisti dell’ultim’ora ed estremisti legati a ideologie sconfitte dalla Storia che antepongono vittorie di Pirro al bene comune solamente per sollevare ulteriori tensioni. Molto bene quindi la proposta di Matteo Salvini di creare una federazione di tutti quei partiti che hanno a cuore le sorti del nostro Paese e che rientrano, ognuno con la propria identità, in quell’area culturale e di valori che da sempre contraddistingue la forza del centrodestra”, hanno dichiarato i capigruppo di Camera e Senato della Lega, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo.

Bisogna vedere però che cosa ne penseranno Forza Italia e Fratelli d’Italia. Meloni ha già rivendicato la leadership della coalizione, dichiarando finita quella di Salvini, mentre Forza Italia guarda al centro e all’asse col Pd sulla riforma elettorale. Anche perché Silvio Berlusconi non ha preso bene, per usare un eufemismo, lo scarso entusiasmo degli alleati intorno alla sua candidatura per il Quirinale.

Quirinale, scatta la resa dei conti nel M5s: rischio scissione

Ma se il centrodestra sta male, il centrosinistra non sta di certo bene. In particolare il Movimento Cinque Stelle, dove è cominciata una vera e propria resa dei conti. Da una parte Giuseppe Conte, che ha lavorato in tandem con Salvini cercando di andare in contropiede su Pd e Luigi Di Maio. Dall’altra proprio il ministro degli Esteri, che non ha lesinato critiche durissime all’operato del supposto leader politico pentastellato, definendo “indecoroso” il modo in cui sono stati bruciati i nomi dei candidati, in particolare quello di Elisabetta Belloni.

Nel mirino del titolare della Farnesina non solo Conte ma anche Beppe Grillo. Tanto che Di Maio, ormai politico navigato, potrebbe anche pensare alla scissione con un nuovo soggetto che guarderebbe con più convinzione verso il Pd e verso il centro. Renzi osserva con attenzione. Potrebbe essere lui il vincitore politico del caos organizzato dei giorni scorsi.

Il Giornale d’Italia

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