Emergenza Covid e lockdown: raddoppiati i casi di pubertà precoce nelle bambine, a 7 anni già donne

Uno studio del Bambino Gesù rivela che, a causa dello stress per le restrizioni e la vita sedentaria, durante la prima ondata i bimbi con la sindrome puberale precoce sono aumentati del 122%. Le conseguenze sono problemi di statura e psicofisici. La notizia è riportata dal quotidiano La Verità.

A soli sette anni sono già donne. Durante la pandemia sono raddoppiati i casi di pubertà precoce nelle bambine, come rivelano i dati di uno studio coordinato dall’Ospedale Bambino Gesù di Roma e realizzato insieme ad altri quattro centri nazionali di Endocrinologia pediatrica. Sulla causa di questo sconquasso ormonale gli esperti non hanno dubbi. All’origine dello sviluppo anticipato, che ha colpito soprattutto le bambine, sembra proprio esserci lo stress causato dal brusco cambio di abitudini imposto dall’emergenza Covid: isolamento, sedentarietà e ore passate davanti al video per la didattica a distanza (Dad) o in cerca di evasione, si legge su La Verità.

I numeri sono chiari. Nei bambini, i casi di pubertà precoce o anticipata osservati nel semestre marzo-settembre 2020 in Italia sono più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel dettaglio, sono stati rilevati 338 casi contro i 152 dell’anno precedente, con un aumento pari al 122%, come dimostrano i dati raccolti dai centri di endocrinologia pediatrica dell’Ospedale Bambino Gesù, del Gaslini di Genova, del Policlinico Federico II di Napoli, dell’Ospedale di Cagliari e di Perugia.

Nelle interviste alle famiglie delle bambine con sviluppo precoce, è stato registrato un uso settimanale più elevato dei dispositivi elettronici – Pc, tablet, smartphone- riconducibile alla Dad e al loro impiego nel tempo libero. Più che il cibo spazzatura – il gruppo non è aumentato di peso – ha velocizzato lo sviluppo l’inattività fisica dovuta a una vita segregata in casa, con importanti risvolti anche psicologici, fa notare il quotidiano di Maurizio Belpietro.

Più della metà delle famiglie ha riferito di cambiamenti nel comportamento (59%) e il rilevato sintomi correlabili allo stress (63%). Il nesso causale non si può definire, ma i risultati – dicono gli esperti – suggeriscono che un evento stressante come il primo lockdown del 2020 possa aver innescato, in soggetti predisposti a causa di uno stile di vita più sedentario, una precoce attivazione puberale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.