Mio figlio 12enne autistico, ma per lo Stato è solo un no vax

Lasciate liberi i genitori di scegliere sulla vita dei propri figli fragili

Pubblichiamo di seguito una lettera inviata alla redazione de LaPressa.

«Buongiorno,
Ho letto i vostri articoli relativi ai tanti ragazzi, non vaccinati, che sono privati di sport e socialità e quanto questa vergogna sia tutta solo italiana.
Allora ho voluto darvi anche io il mio contributo, dato che l’unica cosa che ci rimane è sfogarsi sulle vergogne del nostro governo. Già, perché di questa grande polemica tra ‘sì vax’ e ‘no vax’, ne vanno a pagare le conseguenze i più deboli e i ragazzi, ed è davvero qualcosa di vergognoso. Anche io ho una figlia quindicenne che a causa delle varie restrizioni Covid ha avuto grossi problemi psicologici, ha lasciato lo sport anche se da anni lo praticava ormai a livello agonistico.
Anche lei è stata colpita dalle dure leggi del governo, non ama più la scuola deturpata ormai da ogni significato di socialità e spensieratezza.

Ma se su mia figlia ho visto il peso delle scelte scellerate di un governo che governa senza pensare ai problemi psicologici che si porteranno avanti le generazioni future, su mio figlio vedo il peso ancora più forte di un non tenere conto delle fasce fragili. E questo è quello che volevo sottolineare.
I soggetti fragili sono soggetti disabili, sono soggetti da proteggere, il governo ha dato loro l’esenzione della mascherina date le loro grosse difficoltà, però per quanto riguarda il green pass se li sono dimenticati.
Mio figlio è disabile, è un ragazzino autistico di 12 anni, ma per lo stato è solo un ‘no Vax’. Punto.
Purtroppo che una madre possa avere paura a fare il vaccino anti covid al proprio figlio disabile che, con l’inoculazione del vaccino non saprebbe neanche dire come si sente e qualsiasi effetto collaterale cadrebbe nel silenzio di un bambino autistico che ‘non parla e non ti dice nulla’ non è una cosa comprensibile per il governo, che non ha contemplato eccezioni nei suoi dpcm.
E così nessuna distinzione tra un ragazzino disabile che ha compiuto 12 anni e un no Vax, che protesta in piazza.
Forse se proprio vogliamo imporlo, l’obbligo green pass dovrebbe essere solo per i caregiver? E bisognerebbe lasciare liberi i genitori di scegliere sulla vita dei propri figli fragili?
Mi parrebbe corretto che, se i soggetti disabili hanno esonero da mascherina, e possono quindi starnutire liberamente in giro dato il riconoscimento delle loro difficoltà, dovrebbero anche avere esenzione da certificazione verde. Invece no.
E se non gli si dà l’esenzione, un ragazzo oltre i 12 anni non può più far sport né attività sociali e viene escluso da tutto.
Mio figlio non può più andare a nuoto, non potrà più andare in pizzeria, non potrà più far nulla, e il peso di queste restrizioni lo pagheranno solo le famiglie che vivono questo disagio sulla loro pelle.
Una cosa vorrei dire ai grandi capi del potere.
I disabili hanno già una vita segnata al margine della società, non escludeteli già quando hanno appena 12 anni! Vergogna!
Ylenia Rabino – Bra (CN)»

Immagine di repertorio – LaPressa

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