Lucia Musti, reggente della Procura generale di Bologna: «L’Emilia Romagna è un distretto di mafia»

Quello dell’Emilia-Romagna è «buon titolo un distretto di mafia», con tanto di «maxi indagini» e «maxi processi». Lucia Musti, reggente della Procura generale di Bologna dopo il pensionamento del procuratore generale Ignazio De Francisci, non usa perifrasi per inquadrare le infiltrazioni mafiose in Emilia-Romagna, scrive Lapressa.

«Dobbiamo evidenziare in questa sede – dice all’inaugurazione dell’anno giudiziario in Corte d’Appello – che all’iniziale infiltrazione delle mafie nella nostra regione delle associazioni mafiose è succeduto l’insediamento fino all’attuale radicamento». Per Musti «è evidente che non è più una questione di presenza di mafiosi, di diffusione della mentalità, ma piuttosto di condivisione del metodo mafioso anche da parte di taluni cittadini emiliano-romagnoli, imprenditori e cosiddetti colletti bianchi, ovverosia professionisti, i quali hanno deciso che ‘fare affari’ con la ‘ndrangheta è utile e comodo», riferisce Lapressa. A questa condivisione «è seguita la nascita di un metodo nuovo mafioso autoctono dell’Emilia-Romagna che risente fortemente del territorio altamente produttivo che annovera numerose eccellenze anche mondiali», una «preda ambita» dalle organizzazioni criminali.

Un pensiero su “Lucia Musti, reggente della Procura generale di Bologna: «L’Emilia Romagna è un distretto di mafia»

  • 24 Gennaio 2022 in 12:37
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    Uno dei pochi magistrati che lavorano seriamente è Lucia Musti avendo anche il coraggio di dire come realmente stanno i fatti della giustizia. La giustizia è malata perchè fa comodo a molti che lo sia, la gente è sfiduciata e non collabora con la giustizia e perchè dovrebbe farlo se dopo è lasciata sola con il rischio di non tornare a casa? Nella mia città ne vedo tanti di reati che si prescrivono e denunce che non vengono per niente analizzate. Non è solo la Magistratura che si prende tutte le colpe, i Prefetti che fanno? In sintesi ci vuole una svolta in tutte le Istituzioni e se qualcosa si fa ancora è grazie al coraggio di persone come la dott.ssa Musti.

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