Non solo Quirinale: è in arrivo il grande walzer delle aziende di Stato. E i Servizi Segreti…

Prima della prossima estate si decideranno i vertici di alcune importanti partecipate, come SNAM, Italgas, Autostrade e soprattutto Fincantieri

Al centro dell’agenda del paese non c’è soltanto il Quirinale. I leader dei principali partiti stanno pensando anche al “dopo”. E il dopo riguarderà soprattutto le nomine dei vertici delle più importanti aziende a partecipazione statale. Roba da far ingolosire qualsiasi partito politico. Nessuno dei leader infatti vuole rischiare di ritrovarsi all’angolo quando, prima della prossima estate, si decideranno i vertici di alcune importanti partecipate, come SNAM, Italgas, Autostrade e soprattutto Fincantieri: sarà questo il primo vero banco di prova del nuovo governo, perché tutti sono certi che, Draghi o no, quello che si aprirà sarà un esecutivo con un nuovo volto.

E proprio dalla cantieristica partirà il primo grande scontro politico. Giuseppe Bono, apprezzato da molti, cerca disperatamente una riconferma, ma è molto difficile che questa volta riuscirà a farcela. Al suo posto si parla di Fabio Gallia, attuale direttore generale. Il dossier è già sulla scrivania di Daniele Franco, visto e considerato che in più di una occasione diverse fonti autorevoli del Mef hanno lasciato trapelare l’intenzione di Palazzo Chigi di procedere, come ormai si sussurra da anni, al famigerato progetto di “fusione” e della nuova holding che vedrebbe Leonardo e Fincantieri costituire insieme un nuovo grande polo industriale.

Un progetto ancora acerbo, ma ulteriori novità potrebbero già arrivare in ottica di ulteriori e futuri riassetti ai vertici di alcune importanti direzioni che – a quanto si mormora – potrebbero coinvolgere entrambe le aziende. Per Snam e Italgas, è quasi scontato che verranno riconfermati gli attuali Ad, Marco Alverà e Paolo Gallo. Un altro dossier sarà poi quello sulla sicurezza, dopo le proroghe – meritate – attribuite al generale Mario Parente per Aisi e al comandante della Gdf Giuseppe Zafarana. Stessa sorte, infatti, con ogni probabilità toccherà anche al direttore Aise, generale Gianni Caravelli, considerato da più parti un elemento di forte stabilità e il cui operato è da tempo apprezzato in modo trasversale. Infine, la legittima ambizione del generale Figliuolo, oggi al Coi e prossimo ad assumere l’incarico di capo di stato maggiore dell’Esercito al posto del generale Pietro Serino. All’orizzonte, dunque, non solo il Colle, ma il destino di un intero Paese.

Il Giornale d’Italia – Immagine LaPresse

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.