Gerardo Torre, il medico che ha curato a casa 3.700 pazienti Covid rischia la sospensione dall’Ordine

Il dottor Gerardo Torre non ha fatto «vigile attesa» e affronterà un giudizio dell’Ordine dei medici. Cittadini di Pagani e sindaco sono con lui.

Ha seguito oltre 3.700 pazienti affetti da Covid visitandoli nelle loro case, senza limitarsi a offrire Tachipirina e vigile attesa. «Sono guariti tutti, non ne è morto uno», dichiara con orgoglio il dottor Gerardo Torre, 66 anni, medico a Pagani, nell’Agro Nocerino Sarnese. Per il suo impegno nella medicina di territorio, fuori da linee guida ministeriali appena sconfessate dal Tar del Lazio, rischia invece di venire sospeso.

L’Ordine professionale di Salerno ha aperto un procedimento disciplinare nei suoi confronti, sotto accusa sono «le esternazioni profferite in materia di cure della patologia da Covid-19», si legge nella comunicazione dello scorso 13 dicembre. «Il 28 gennaio sarò ascoltato davanti alla commissione, ma so che hanno già deciso. Invece di un grazie per il lavoro svolto mi arriverà la sospensione», commenta con amarezza Torre.

Da marzo 2020 non ha mai smesso di prodigarsi in diversi Comuni Campani, da Nocera a Cava dei Tirreni, da Sarno a Napoli «offrendo ascolto, rassicurazioni, farmaci, terapie su misura a seconda della condizione del paziente», spiega. Non è medico di base, ha una specializzazione in medicina d’emergenza-urgenza (Meu) che lo pone su un gradino di competenze più alte. Suo compito è occuparsi di pazienti di ogni età e con un ampio spettro di patologie, sa lavorare nelle centrali operative, sui mezzi di soccorso avanzato, nelle maxi emergenze.

«Mi sono mosso subito, a inizio pandemia, quando i medici di famiglia nemmeno rispondevano al telefono, figuriamoci se andavano a trovare a casa i loro assistiti», racconta Torre. «Eppure non c’è una sola epidemia al mondo che possa essere affrontata con una medicina ospedaliera, dove si arriva sempre con complicazioni. Servono i “soldati” sul territorio, ovvero noi medici», esclama il professionista, che esasperato per il silenzio di tanti colleghi li ha anche definiti «delinquenti», in quanto lasciavano senza cure le persone, costrette solo a chiamare il 118 e finire in ospedale.

«Poi me ne sono scusato, con una leera ufficiale, ma rendiamoci conto che c’erano famiglie intere colpite, decimate dal Covid, che ovviamente ho preso anch’io. Completamente abbandonate, nel terrore di non essere curate e di morire. Se i medici di medicina territoriale fossero usciti dagli ambulatori, intervenendo ovunque alla prima chiamata e con terapie appropriate, in quaranta giorni l’epidemia si sarebbe risolta».

Gerardo Torre non segue le linee guida di quello che definisce «l’inutile, inesistente» protocollo ministeriale, concertato assieme all’Aifa. Valuta di persona le condizioni dei malati Covid e prescrive i farmaci che ritiene più indicati, in base alla sua esperienza trentennale. «Se un paziente ha solo una tracheite e zero febbre, bastano antinfiammatori come l’ibuprofene, l’aspirina, macrolidi (antibiotici di origine naturale, ndr) per farlo uscire dalla forma influenzale in maniera serena. Diverso, invece, è se ha forme bronchiali, se si è messa in moto una polmonite interstiziale, se il decorso presenta complicazioni. Allora agisco nei confronti del sintomo, di quello che il virus ha prodotto».

In questi casi il medico ha utilizzato e si serve di antibiotici ad ampio spettro, di cortisone, di glutatione (con funzione antiossidante) che preferisce fa iniettare con flebo grazie alla collaborazione di infermiere professionali che lo seguono come un’ombra. «Molte volte lascio anche i soldi per comprare l’eparina, costa 50 euro a scatola e ci sono solo sei fiale, ne servono almeno 15. Che cosa deve fare un pensionato, che per ottenere la prescrizione dal medico di base deve avere il certificato dello pneumologo? Intanto aspettare una trombosi e morire? Non sono Padre Pio ma bisogna fare questo mestiere con scienza, coscienza e umanità», tuona il dottore.

È così apprezzato sul territorio, che dopo la notizia del procedimento disciplinare si stanno moltiplicando gli attestati di stima e le note di biasimo per una simile decisione. Il sindaco di Pagani, Lello De Prisco, guarito dal Covid grazie alle cure domiciliari del medico concittadino, lo ha ringraziato sui social. Il vicepresidente provinciale di Confesercenti, Davide Baldi, ha scritto all’Ordine dei medici segnalando «la grande disponibilità del dottor Torre, che in osservanza del giuramento prestato ha assicurato cure, assistenza e supporto a migliaia di pazienti affetti da Covid».

Al professionista viene imputato anche un atteggiamento critico nei confronti della vaccinazione. Non è affatto un no vax, tiene a precisare, «ho accompagnato centinaia di diabetici, di malati oncologici a farsi le dosi di anti Covid. Ma non sopporto che sia imposta una simile dozzinalità vaccinale. Il medico di famiglia deve poter valutare, secondo coscienza, se il suo paziente è nelle condizioni di salute per farsi inoculare il farmaco anti Covid. Non si può vaccinare persone guarite con anticorpi alle stelle, o con malattie reumatiche o autoimmunitarie. Rischi di mandarle all’altro mondo, come purtroppo accade».

Osservazioni censurate, a un medico è vietato pensare e agire fuori da questa dittatura sanitaria che accetta solo una resa incondizionata. Il 28 gennaio il dottor Torre sarà costretto a difendere il suo agire secondo deontologia. «Fuori dall’Ordine ci saranno migliaia di ex pazienti, ponti a testimoniare con la loro presenza che ho agito correttamente, non accettando di curarli con Tachipirina e vigile attesa. Dopo due anni anche un tribunale ha dato torto al ministro Roberto Speranza».

di Patrizia Floder Reitter – La VeritàNell’immagine Gerardo Torre

2 pensieri riguardo “Gerardo Torre, il medico che ha curato a casa 3.700 pazienti Covid rischia la sospensione dall’Ordine

  • 18 Gennaio 2022 in 16:46
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    Onore e merito al Dottore Torre uno dei pochi che può dirsi davvero “medico”. Perché l’ordine dei Medici non richiama i medici di famiglia che neanche rispondono al telefono eppure ogni mese vengono pagati per ogni singolo paziente? Perché nel silenzio assoluto non è intervenuto? Come ho letto in un commento, il dottore deve uscire e soccorrere altrimenti è come il vigile del fuoco che non interviene perché ha paura del fuoco. Tutti dalla parte del dottor Torre!!

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  • 18 Gennaio 2022 in 11:58
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    Onore al dott. Gerardo Torre, un Uomo e un Medico. Vergognoso, vile, servile, inqualificabile l’azione dell’ordine professionale dei servi di questo staterello destinato ad essere sopraffatto dalla storia.

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