Tanto rumore per nulla: «Omicron è come un’influenza». Lo dicono anche i numeri: eccoli

Omicron è quasi come un’influenza e per questo che la Spagna sta pensando di trattare il Covid come un male di stagione, riducendo in modo drastico l’uso dei tamponi ed evitando qualsiasi tipo di lockdown.

Fonte: Quotidiano Nazionale

Ma quanto è letale il Coronavirus rispetto all’influenza? 

«I dati, calcolati da Matteo Villa, ricercatore dell’Ispi, cambiano molto a seconda dell’età. – scrive Quotidiano Nazionale – Partiamo dagli over 65, che rappresentano il 25% della nostra popolazione: per i non vaccinati (e che non hanno mai contratto in precedenza il virus) la letalità della variante Delta è del 5,4%, mentre per Omicron è dell’1,9%. In pratica significa che si registra un decesso ogni diciotto infettati dal primo ceppo, mentre ce n’è uno ogni 62 casi per il secondo. “È un numero molto grande, che mostra quanto grave sia la malattia sviluppata a seguito dell’infezione per le persone più anziane. Ed è un numero enorme – spiega Villa – se lo confrontiamo con la letalità che, sempre per questa classe d’età, possiamo associare alla classica influenza stagionale negli ultimi anni, che tra gli over 65 è stimabile nello 0,55% dei contagiati. Un livello dunque ben dieci volte inferiore a quello di Covid-19 per quanto riguarda Delta” e tre volte inferiore per Omicron».

«Numeri confermati anche da diversi altri scienziati – si legge sempre su Quotidiano Nazionale –  “Il Covid per le persone pienamente vaccinate ha una letalità ormai simile, se non inferiore, a quella dell’influenza, mentre il costante panico mediatico e la continua minaccia di nuove restrizioni, peraltro in una situazione in cui abbiamo un sesto dei morti e un quarto dei ricoverati in terapia intensiva rispetto allo scorso anno di questi tempi, sta facendo danni enormi sia a livello socio-economico che psicologico“, attacca il virologo Guido Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta».

Perfino un talebano del vaccino come Lopalco parla d’influenza

«”Bisogna intendersi – fa notare l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco – sul significato di influenza. È una malattia seria, ma ogni anno noi non chiudiamo le scuole o mettiamo in lockdown il Paese per l’influenza. Dobbiamo cominciare a pensare al Covid come a un’ondata di una malattia respiratoria, che tra i vaccinati si manifesta con un livello di gravità molto basso”».

Bisogna, in ogni caso, ricordare che Covid-19 e varianti colpiscono in modo grave individui con un’età media di 82 anni e diverse gravi malattie pregresse. E questo da inizio pandemia: dati Istituto Superiore Sanità.

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