«Medici di base, basta omertà. Curate e segnalate le reazioni avverse da vaccino». La testimonianza

Sono ormai molteplici le testimonianze audio reperibili su Telegram o in Rete. Non menzioniamo il nome della fonte (che si dichiara) perché non abbiamo l’opportunità di chiedere alla dottoressa, autrice dell’audio, l’autorizzazione alla pubblicazione. Per praticità chiameremo la dottoressa Anna (nome inventato).

«Sono molto stanca ho ricevuto parecchie telefonate. Purtroppo ho raccolto molte testimonianze e sono molto triste. L’ultima mi è giunta poco fa da parte d’una mia amica. Mi ha raccontato di un ragazzino diciottenne che ieri è stato colto da malore con tremori e parestesie. E non è l’unico – dice Anna – ci sono parecchie persone che stanno male in seguito al vaccino: reazioni avverse gravi, quindi collassi, tremori, convulsioni».

«Le persone sono costrette a farsi curare dai neurologi in privato, ma questa situazione non viene detta, il tutto viene tenuto nascosto. Purtroppo le persone non hanno capito che devono fare segnalazioni all’Aifa, bypassando il Servizio Sanitario Nazionale, perché i medici di famiglia non si prendono la briga di fare le segnalazioni, sottovalutando, tra l’altro, il problema, facendo passare tutte queste complicazioni da vaccino come dei semplici problemi transitori».

«Ma non è così – dice la dottoressa  – non sono problemi transitori. Ci sono individui che si curano da mesi. La situazione è drammatica, e adesso, con le terze dosi, le persone stanno sempre peggio. Ripeto: in pochi giorni ho ricevuto parecchi pazienti. Mi stanno dicendo cosa è successo ai loro ragazzi o addirittura al bambino, non soltanto anziani, e questa è la cosa che più mi fa arrabbiare».

«Tutti questi pazienti dal Pronto soccorso vengono rimandati a casa, anche ragazzi giovani con pericarditi. Nessuno di loro viene preso in carico del Servizio Sanitario, ma rimandati a casa prescrivendo loro della Tachipirina. Non vengono fatte TAC a livello cerebrale per capire se c’è il coagulo (perché ormai sappiamo quali sono i problemi). Fanno semplicemente una radiografia ai polmoni, e se sono puliti, rimandano il paziente a casa scrivendo nel referto che si tratta di un malessere transitorio», fa sapere con disappunto Anna.

«Chiaramente queste persone vanno a farsi curare da altri medici, perché nessun genitore si tiene un ragazzo a casa, magari con febbre alta e convulsioni. Ma la cosa vergognosissima – riferisce la dottoressa –  è che molto spesso i referti di uscita dei Pronto Soccorso riportano che queste persone sono state colte da attacchi di panico».

«Adesso basta. Anche i medici di base, che finora si sono sentiti tranquilli perché coperti dallo scudo penale, devono smetterla d’essere omertosi. Perché continuando a raccontare falsità, continuando a raccontare favole, si rendono complici di questa sciagura», conclude la dottoressa Anna.

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