Djokovic, Australian Open: la giustizia dà l’ok per la partecipazione, ma il governo non si arrende

«Il giudice del tribunale di Melbourne, Anthony Kelly, ha annullato la decisione del governo di invalidare il visto di Novak Djokovic e ha ordinato il suo rilascio dalla quarantena. Al campione era stato negato la scorsa settimana il documento di ingresso nel Paese, perché non è vaccinato contro il Covid. La restituzione del visto significa che il tennista numero uno al mondo potrà giocare gli Australian Open, al via lunedì 17. Secondo il magistrato, Djokovic ha fornito ai funzionari dell’aeroporto di Melbourne un’esenzione medica valida concessa da Tennis Australia. Il ministero dell’Interno australiano dovrà pagare le spese del tennista, come concordato o valutato. Tutti i suoi effetti personali, compreso il passaporto, si legge nel verdetto, devono essergli restituiti ‘non appena ragionevolmente possibile’», scrive Tgcom24.

Tuttavia «pare che il governo australiano non intenda mollare. Infatti, avrebbe intenzione di fare ricorso. Insomma, l’esenzione dal vaccino, grazie ad un certificato di guarigione datato 16 dicembre scorso, per l’esecutivo di Camberra non sarebbe sufficiente. L’avvocato del governo australiano Christopher Tran ha annunciato che il ministro per l’Immigrazione, la cittadinanza, i servizi per i migranti e gli affari multiculturali, Alex Hawke, ‘considererà se esercitare un potere personale di cancellazione’ del visto di ingresso concesso al numero 1 del tennis mondiale Novak Djokovic. Ciò significherebbe che il tennista serbo potrebbe essere nuovamente espulso e potrebbe saltare gli Australian Open» fa sapere Il Tempo.

Insomma, la vicenda pare emulare un incontro di tennis, dove la vittoria si stabilisce attraverso il numero di set aggiudicati.

Getty Images

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