Guardiola chiede l’obbligo di mascherina negli stadi inglesi. Vorrà Bassetti come regista?

Josep Guardiola, detto Pep è preoccupato. Chissà? Sarà diventato fan dei tre virologi canterini ascoltando la tv italiana, dove ogni «tre per due» si fa del terrorismo in ambito virale? La speranza è che Pregliasco, Crisanti, Galli, Bassetti, Burioni non diventino i «registi» per altri mister dello sport pedatorio. Tant’è che «Pep Guardiola ha lanciato un appello alle autorità britanniche perché rendano obbligatorio l’uso delle mascherine in ogni spazio pubblico all’aperto per evitare una nuova chiusura degli stadi inglesi» scrive l’Agi.

«È ciò che più mi stupisce», afferma il tecnico catalano del Manchester City, «giri per le strade, nei centri commerciali, vai a comprare un regale per la famiglia e nessuno indossa la mascherina. Gli scienziati fin dall’inizio hanno detto che il massimo della protezione si ottiene lavandosi spesso le mani e usando le mascherine». Beh… dopo questa affermazione il Pep ha sicuramente la tv sintonizzata sui tg nostrani, ormai uffici stampa del Cts, e dell’italico Governo.

«Il City ospita il Leicester City nel turno odierno del Boxing Day in cui si giocano anche Norwich-Arsenal, Tottenham-Crystal Palace, West-Ham-Southampton e Aston Villa-Chelsea. In quest’ultima partita non ci sarà in panchina il tecnico dei Villains, Steven Gerrard, che si è preso il Covid per la seconda volta quest’anno e salterà anche la trasferta a Leeds di martedì prossimo», si legge nell’articolo dell’Agi.

Ma come? Non sono tutti stravaccinati? Il Regno Unito non ha il record di punturati? I sudditi di sua Maestà dovrebbero essere immunizzati, quindi al riparo dal terribile «vairus» (direbbe Di Maio).

Invece, udite, udite: «Il virus continua a flagellare il massimo campionato inglese – scrive l’Agi –: la scorsa settimana sono stati identificati quasi 100 casi positivi [positivi non significa malati ndr] nei gruppi squadra e finora le partite rinviate sono 13 (tra cui Liverpool-Leeds, Wolverhampton-Watford, Burnley-Everton del Boxing Day) che andranno riprogrammate in un calendario già fittissimo».

Tuttavia nessun morto e nessun ricovero in terapia intensiva tra questi big del pallone. «Per forza» direbbe qualche virostar nostrano «sono tutti vaccinati!» E se vivessero qui da noi avrebbero pure un «Green pass Super

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