Il genetista Zollo: «I vaccini potrebbero aver incoraggiato la nascita di nuove varianti»

Le varianti del Covid potrebbero essere state in qualche modo “incoraggiate” dal massiccio uso dei vaccini. Lo sostiene il genetista Massimo Zollo, dell’Università Federico II di Napoli e coordinatore della Task force Covid-19 del Ceinge -Biotecnologie avanzate, in un’intervista all’Ansa.

“Una cosa molto importante – rileva il genetista Zollo – è che non dobbiamo guardare solo la proteina Spike perché il virus cambia dappertutto nel suo genoma e potrebbe essere spinto a fare nuove mutazioni dalla pressione esercitata dai vaccini, come sembrano indicare i casi di infezione che avvengono nelle persone che hanno avuto due dosi del vaccino”.

“Il vaccino ha protetto, ma per superare questa protezione il virus ha generato mutazioni che gli anticorpi non coprono e non è da escludere il ritorno a vecchi concetti di vaccino, come quello che utilizza il virus attenuato” ha detto ancora Zollo si legge su Il Tempo.

Molti scienziati veri ( tra i quali il Nobel Montagnier) avevano già avanzato questa tesi l’anno scorso, mentre i nostri virostar esortavano la prima (e al tempo definitiva) inoculazione del siero «salvifico». Ma Montagnier per qualcuno è «rincoglionito».

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