Carabiniere guarito dal Covid resta invalido, costretto a vaccinarsi nonostante i danni al cuore

Anche i carabinieri vittime della burocrazia di Stato. Maresciallo diventa invalido dopo il Covid. Rischia reazioni avverse ma nessuno lo esenta dal vaccino

«Mentre qualcuno mangiava gli involtini primavera quando il Covid viaggiava verso l’Italia, io sono andato in prima linea. Ora io sarei tra i responsabili del contagio perché non mi vaccino?». Sono queste le parole a caldo quando sentiamo il maresciallo dei carabinieri Marco Billeci, originario di Capaci, delegato sindacale APCSM SCUDO Carabinieri e tra gli agenti operativi in Lombardia nella fase più cruenta del Covid.

«Giocare anche alla roulette russa, assumendomi tutti i rischi dopo quello che mi è successo, proprio no!», spiega ad Affaritaliani.it.

Per restare nell’Arma Billeci dal 15 dicembre deve vaccinarsi

A inizio pandemia viene spedito nell’area Lodi, Bergamo, Codogno per chiudere le strade delle cittadine trasformate in zona rossa. Mentre i camion dell’Esercito portano via le bare dalla Val Seriana lui si accascia. Combatterà tra la vita e la morte per 47 giorni. I medici provano una terapia sperimentale. Ne uscirà vivo mentre altri suo colleghi sono morti. Il polmone del maresciallo è rimasto danneggiato e funziona solo al 50%. Ne esce anche con danni al cuore e 500 giorni di malattia.

Con il mio quadro clinico non posso sottopormi alla vaccinazione. Ho fatto tutte le vaccinazioni obbligatorie per la mia categoria ma questa del 15 non posso farla. Me lo dicono i medici ma la burocrazia non permette loro di mettere qualsiasi cosa per iscritto. Lo leggo dai dati pubblicati dall’Istituto superiore di Sanità, dai dati di Aifa e dai tanti studi pubblicati su riviste scientifiche internazionali che mi suggeriscono che il mio caso sia da valutare. Come faccio a rischiare miocarditi, pericarditi e danni al cuore se sono già in queste condizioni?

Cosa rischia?

Che se non gioco alla roulette russa resto senza stipendio. Ho una limitazione funzionale al cuore, prendo dei farmaci e ho un’invalidità permanente e potrebbe anche essere ampliata. Ma intanto il 15 sarei costretto a vaccinarmi.

Per casi come il suo non ci sono le esenzioni?

La gente è convinta che le esenzioni siano una cosa fattibile da ottenere ma non è assolutamente così.

Ne stiamo prendendo atto da quanto ci scrivono i lettori…

C’è un ostruzionismo anche davanti a dati oggettivi forniti dagli stessi enti ufficiali su cui il governo sta abbattendo tutta questa follia.

Spieghi cosa intende per follia…

Questo meccanismo atto a contrastare chiunque sollevi questioni lascia indietro tutta una platea di soggetti a rischio come me che non riescono più a parlare con nessuno. Appena una persona dice che non è vaccinata diventa un NoVax, un complottista, un negazionista, in pratica un deficiente. No, non è così! Se permettete non è così! I medici non parlano più e non firmano le esenzioni anche se la tua condizione è controindicata.

Che valutazioni ha fatto o hanno fatto i medici che l’hanno visitata?

Le valutazioni le abbiamo fatte tutte su basi mediche e scientifiche oggettive. Me lo dice la stessa Aifa, di fare un’attenta analisi costi benefici. Il mio caso non rientra nella vaccinazione. Questa mia convinzione è supportata da illustri esponenti scientifici che fanno pure parte dell’Istituto superiore di Sanità. Giocare alla roulette russa un’altra volta non ci tengo, grazie.

Lei è comunque guarito dal Covid. Ha pensato a un rischio reinfezioni?

Sì, ma sono una su 100.000 dicono gli studi e nessuno finisce in ospedale. Non si capisce perché i guariti li stiamo vaccinando. Bisognerebbe dire che di fatto, nel concreto, non ci sono reinfezioni, ma visto che in medicina non c’è la certezza assoluta bisogna comunque dire che è possibile ma di fatto chi si reinfeziona non è mai finito in ospedale.

Cosa ha fatto quando è uscito dalla fase più grave del Covid?

Ho donato il plasma. Avevo gli anticorpi così alti che mi sono ripresentato 4 volte per donare. Anche nell’ultima avevo ancora gli anticorpi molto alti. Anche i medici erano sorpresi di questo quadro clinico.

Ha fatto anche ora l’analisi degli anticorpi?

Alcuni mesi fa ed erano ancora alti.

Quindi c’è anche un rischio trombosi…

La mia condizione dopo il Covid è di invalido. Ora mi hanno escluso dalla possibilità di donare il sangue. Ed immagini che è una procedura fatta con una pratica consolidata, in una struttura protetta, ma anche questa viene negata perché ho un’invalidità. Ora mi chiedo come sia possibile che una persona con problemi così rilevanti al cuore sia idonea alla somministrazione di un farmaco che ha tra gli effetti collaterali la miocardite e la pericardite?

E che si risponde?

Non lo so. Anche i medici che ho consultato mi dicono che rischio eventi avversi gravi. Ci ritroviamo che devo giocare alla roulette russa, assumendomi tutti i rischi del caso per non perdere il lavoro. Con il modulo di consenso informato sono io che consento la somministrazione e me ne assumo tutti i rischi…

Che dice?

Non penso sia proprio il caso. E non mi ritengo un irresponsabile dopo tutto quello che ho fatto e ho dato al Paese. Sono stato in tanti posti d’Italia e luoghi del mondo a portare il nostro aiuto. Ricadere ora pure nella fascia degli irresponsabili che non si vogliono vaccinare per capriccio… non ci sto assolutamente. Vuole sapere una cosa?

Certo

Lo Stato dovrebbe tornare a dialogare con chi ha condizioni come la mia, non etichettarci.

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