Inchiesta ‘Angeli e Demoni’: a Modena il caso di una minore fu archiviato

A rivelarlo nel corso dell’audizione alla Camera il sostituto procuratore Valentina Salvi: «Il Comune aveva incaricato del servizio di psicoterapia Hansel&Gretel». E sul Garante regionale dell’infanzia è bufera

Le indagini della Procura di Reggio Emilia sui presunti affidi illeciti di minori in val d’Enza si sono ad un tratto concentrate anche su Modena. Ma la pista si è rivelata una strada senza sbocchi. «Avevamo avviato un procedimento per una minore che era gestita dal Comune di Modena. Abbiamo iniziato le indagini perché pensavamo si trattasse dello stesso sistema che stavamo analizzando noi», spiega il sostituto procuratore Valentina Salvi, ascoltata questa mattina dalla commissione parlamentare di inchiesta sulle comunità di accoglienza dei minori riunita alla Camera. Questo perché, precisa il magistrato, «il Comune di Modena aveva incaricato del servizio di psicoterapia per la bambina una professionista del centro Hansel&Gretel. Si trattava però di un incarico non a tempo indeterminato e singolo, quindi una situazione molto diversa da quella di Reggio».
Per questo «abbiamo ritenuto opportuno stralciare questa posizione e inviare gli atti all’autorità di Modena, che sulla base delle nostre stesse argomentazioni ha archiviato», ha affermato il sostituto procuratore. Nella sua relazione è emersa anche la figura del garante regionale dell’infanzia.

Contro l’allontanamento dei propri bambini da parte dei Servizi sociali alcune famiglie della val d’Enza si rivolsero a questa figura istituzionale, che però «in buona fede» si limitò – ha dichiarato il sostituto procuratore «a chiedere ulteriori notizie ai Servizi sociali. Ma essendo un sistema chiuso non si arrivò a nulla». La titolare dell’inchiesta ‘Angeli e Demoni’ (il rito ordinario del relativo processo partirà l’8 giugno del 2022 con 17 imputati) aggiunge che altri genitori scrissero perfino al sindaco di Bibbiano (Andrea Carletti, anche lui imputato) che tuttavia ‘non ritenne mai di rispondere».

E sarebbe stato proprio il sindaco di Bibbiano a condividere – stando alle parole del sostituto procuratore – un grande progetto «di insediare nel suo Comune un’enorme comunità di accoglienza per i minori in cui il centro di psicoterapia Hansel&Gretel si sarebbe insediato a tempo indeterminato». Un progetto già in atto nel 2017-2018 quando la Procura di Reggio Emilia avviava le indagini sul presunto giri di affidi illeciti di minori in val d’Enza. Un giro per il quale erano «già stabilite le somme che sarebbero state impiegate e gli stipendi che Claudio Foti (condannato nel primo grado dell’abbreviato a quattro anni lo scorso 11 novembre) avrebbe percepito come presidente della onlus incaricata dei servizi psicologici sui minori», specifica il magistrato. Che conclude: «Se non fossimo intervenuti noi, oggi quella comunità esisterebbe».

LaPressa

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